Sport – Calcio – Lo stadio Rocchi visto dall’alto
Viterbo – Per far rinascere il calcio a Viterbo, attualmente, l’unica strada porta a Piero Camilli. Il consigliere comunale Alvaro Ricci (Pd) dice la sua sulla questione Rocchi che non ha ancora trovato una via d’uscita dall’attuale fase di stallo stallo.
Nonostante le schermaglie col comune, nel corso della sua ultima conferenza stampa l’imprenditore di Grotte di Castro ha dato segnali di apertura nei confronti dell’amministrazione. Il pensiero dell’ex Grosseto, Pisa e Viterbese è molto chiaro: la Fc Viterbo, che vede il patron dell’Ilco come main sponsor, resta a Vignanello fino a fine stagione ma in estate proverà a rilanciare sul Rocchi.
Il progetto di Camilli è altrettanto chiaro: rilevare il club gialloblù e farlo salire dall’Eccellenza fino ai professionisti. Per farlo, però, servono strutture e l’impianto di via della Palazzina rappresenta il traino principale. Con la squadra a Viterbo, infatti, la presenza di tifosi sarebbe molto più ampia e anche i calciatori sarebbero più motivati ad accettare la proposta di giocare nella Tuscia. A questo punto la palla passa alla giunta Frontini che sta cercando una situazione temporanea (la Asd Viterbo di Santa Barbara e la Flaminia sono le opzioni principali) ma in estate bisognerà trovare una soluzione più duratura rispetto alla semplice gestione di un anno.
Alvaro Ricci, cosa ne pensa di questa situazione?
“Il mio pensiero è molto semplice. Fare conferenze stampa senza saper distinguere una palla da rugby da un pallone da calcio non è utile a nessuno. Stiamo parlando di forze politiche che in quattro anni, salvo rare eccezioni, non hanno speso un centesimo per il calcio e per lo sport in generale. Io sono dell’idea che bisogna ragionare e dare risposte”.
Che risposta bisogna dare?
“Non dobbiamo assolutamente pensare che a Viterbo possa scomparire la possibilità di riportare la Viterbese ad alti livelli. Tutti si sono scordati, tranne Piero Camilli a cui va il mio ringraziamento, che nella gestione di Leonardo Michelini con Alvaro Ricci assessore sono stati investiti 800mila euro per gli impianti sportivi”.
Il Rossi al Pilastro è stata un’operazione vostra e Camilli lo ha ribadito anche in conferenza stampa.
“Con lui c’è un ottimo rapporto e lo ringrazio nuovamente per aver ricordato questa cosa. Ci siamo riusciti nonostante l’opposizione che non vedeva di buon occhio i lavori al Rossi ma spingeva per il manto erboso sintetico al Rocchi. Già da allora dissi che l’impianto non era nostro e non si poteva fare”.
La questione Rocchi è molto spinosa ma anche la giunta, dal canto suo, qualche errore lo ha fatto.
“Senza dubbio. Le stesse persone che ci criticavano hanno effettuato un’operazione legata al Pnrr su un bene che di fatto non era ancora loro. A tal proposito vanno ringraziati i consiglieri regionali Enrico Panunzi e Daniele Sabatini che hanno lavorato sull’emendamento per trasferire la proprietà al comune. Una cosa però la devo riconoscere: nonostante sia venuto meno il cofinanziamento con la Viterbese la giunta è riuscita a mantenere il finanziamento del Pnrr da 2,8 milioni”.
A questo punto cosa si dovrebbe fare?
“Ci sono tutte le condizioni per abbassare i toni e cercare le condizioni ottimali per riportare il calcio che conta a Viterbo. Per riuscirci, attualmente, non conosco altre persone all’infuori di Piero Camilli. Durante il suo ultimo intervento ci sono state anche delle aperture e mi auguro che ci siano anche da parte del comune”.
Sulle polemiche per la mancata partecipazione alla conferenza stampa con FdI, Lega e Per il bene comune?
“Non abbiamo partecipato semplicemente perché non ci hanno inviato. Come Pd non abbiamo assolutamente problemi a dire la nostra su questo argomento. Oggi (ieri, ndr) Tusciaweb mia ha chiamato e ho risposto molto volentieri”.
Il Rocchi va quindi fatto gestire a una sola società?
“Certo. La prospettiva di organizzare il campo in maniera multifunzionale è impossibile per la delicatezza del manto erboso che finirebbe massacrato da più partite e dai concerti. La soluzione è una sola: nessuna casa dello sport e tantomeno società improvvisate. Ci vuole una gestione forte e mi auguro che Piero Camilli possa impegnarsi in prima persona”.
Per uno come lei che ha contribuito in prima persona al restyling, che effetto fa vedere il Rossi al Pilastro in quelle condizioni?
“Mi viene da piangere. Vederlo cosi e vedere il manto erboso del Rocchi secco è una doppia ferita. Concludo ricordando un’ultima cosa: quando abbiamo fatto il Pilastro non avevamo il Pnrr. Leonardo Michelini insistette tanto e il consigliere Francesco Serra sostenne pienamente questa iniziativa. Ci siamo riusciti solamente con le nostre forze”.
Samuele Sansonetti
