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“No alla scarcerazione della vedova di Salvatore Bramucci…”

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Soriano nel Cimino – Omicidio di Salvatore Bramucci, no del riesame alla richiesta della vedova Elisabetta Bacchio, “scaltra e senza scrupoli”, di uscire dal carcere femminile di Civitavecchia dove è reclusa da oltre due mesi. È l’ultimo sigillo alla bontà dell’impianto accusatorio della procura. Il ritornello “soldi, soldi, soldi”.


Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci

Vittima e mandante – Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci


La donna, arrestata quale mandante dell’omicidio pluriaggravato in concorso del marito – ucciso a colpi di pistola la mattina del 7 agosto 2022 nelle campagne di Soriano nel Cimino, vicino all’abitazione di famiglia, mentre cercava di parlare con la moglie al telefono – è stata arrestata lo scorso 26 settembre e il 18 dicembre comparirà davanti alla corte d’assise del tribunale di Viterbo per essere giudicata con giudizio immediato.

Le tappe dell’inchiesta. I primi cinque degli attuali otto indagati sono stati iscritti nel registro pochi giorni dopo il delitto, il 22 agosto 2022. Si tratta, come è noto, dei sicari Lucio La Pietra e Tonino Bacci, entrambi romani e entrambi 49enni, e della cognata della vittima Sabrina Bacchio, anche lei 49enne, del compagno di quest’ultima Dan Constantin Pomirleanu e di Alessio Pizzuti. Risale al 5 settembre 2022 la richiesta di misura del pm Siddi, sfociata il 13 settembre 2022 nell’arresto dei killer La Pietra e Bacci e il successivo 22 ottobre in quello di Sabrina Bacchio, mentre furono rigettate dal gip le altre due, una delle quali ancora in sospeso dopo che il riesame ha dato ragione al ricorso della procura, in stand by dopo il ricorso in cassazione della difesa.

Lo spartiacque. Il 21 agosto 2023 le posizioni dei tre arrestati sono state stralciate dal procedimento principale: indagini chiuse e via libera alla richiesta di giudizio immediato, il successivo 2 settembre, 376 giorni dopo la loro iscrizione nel registro degli indagati. Richiesta di giudizio immediato accolta dal gip del tribunale di Viterbo il 6 settembre per Sabrina Bacchio e i due sicari Bacci e La Pietra. Il processo davanti alla corte d’assise si è aperto il 23 ottobre e il 4 dicembre si è tenuta la seconda udienza. Si tornerà in aula il 29 gennaio per calendarizzare l’ascolto di sessanta testimoni e la riunione con il procedimento a carico di Elisabetta Bacchio, la cui partenza in solitaria è prevista prima di Natale. 

Otto i presunti complici. Oltre alle sorelle Bacchio, accusate di avere ideato e pianificato l’uccisione di Salvatore Bramucci, sono in carcere i due sicari Lucio La Pietra e Andrea Bacci. Quattro gli indagati a piede libero: il compagno di Sabrina Bacchio Dan Constantin Pomirleanu, conviventi a Guidonia Montecelio, e il pregiudicato romano Alessio Pizzuti, cui si sono aggiunti i coinquilini di quest’ultimo, a Ponte di Nona, ovvero Fabio Buti e Ismail Memeti. Non è noto se ci siano altri indagati.


Omicidio Bramucci - Sabrina Bacchio, Costantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci

Omicidio Bramucci – Sabrina Bacchio, Costantin Pomirleanu, Lucio La Pietra e Antonio Bacci


Il sicario Bacci intercettato a Mammagialla. “Le sorelle però mi devono pagare, le sorelle mi devono dare ancora tre quattro piotte per stare zitto”. Sorelle a parte, Bacci in carcere lamenta anche di essere stato abbandonato dalla famiglia Bacchio. “(…) la famiglia Bacchio – dice il sicario detenuto a Mammagialla – non ha chiamato nessuno (…) almeno me venissero ad aiuta’, a darmi una mano pure economicamente (…) perché loro lo sanno no (… )”.

Le sorelle diaboliche sulle “trattative” coi killer. Sabrina Bacchio alla sorella nella tarda serata del 27 giugno 2022 dopo l’incontro col futuro sicario:“La torta l’ho fatta più bassa, mi è venuta bene”. “Evidentemente hai messo qualche ingrediente in meno, sono contenta”, le risponde la futura vedova Elisabetta. Il 28 giugno il vocale del “prosciutto” da Elisabetta a Sabrina: “Te lo faccio trova’ pronto. Ok tranquilla, je dico a papà se te lo prepara così quando vieni te lo prendi e te ne vai subito”. Alle 23,23 dello stesso giorno, l’operazione prosciutto si compie. “Sono riuscita a prendere il prosciutto”, comunica Sabrina alla moglie di Bramucci, che le risponde “sì, mamma vi stava aspettando, l’ho tagliato ioooooooo”. 

La “promozione” del riesame. Elisabetta Bacchio “ideatrice e mandante del delitto, una volta appresa l’intenzione del coniuge di abbandonare la famiglia trasferendosi a Tenerife con il ‘tesoretto’ accumulato nel tempo grazie ai traffici delittuosi”: “ha fatto uccidere il marito per soldi”,  “per motivi essenzialmente economici”, “per denaro potrebbe rendersi autrice di altri reati violenti”, “in danno, ad esempio, di soggetti ritenuti debitori del coniuge o in possesso di parte del ‘tesoretto’ di Bramucci”, “essendosi dimostrata capace, per denaro, di ideare e organizzare l’agguato omicidiario”. 

Vani tentativi di depistaggio.”Sussiste altresì un concreto e attuale pericolo di inquinamento probatorio – sottolineano i giudici del tribunale della libertà – avendo la ricorrente lucidamente cercato, con le dichiarazioni rese, di direzionare in qualche misura le indagini. Non è affatto congetturale che possa ostacolare lo sviluppo delle indagini ancora in corso intervenendo su altri soggetti potenzialmente coinvolti, a vario titolo, nella vicenda e tutt’ora a piede libero”.

Lo “stradello” dei carabinieri. “Se inizialmente si era rivolta ai militari forse perché intenzionata a cercare di ‘neutralizzare’ il coniuge attraverso le forze dell’ordine fornendo notizie sui suoi affari illeciti, successivamente, resasi conto dell’infruttuosità del tentativo (essendo state le notizie da lei fornite ritenute tali, per genericità e frammentarietà, da non consentire l’avvio di alcuna attività investigativa nei confronti di Bramucci), ha agito con l’intenzione di sviare le future indagini indirizzandole verso piste diverse da quella ‘familiare’. Intenzione coltivata anche con le prime dichiarazioni rese dopo l’omicidio, dettate dalla finalità di celare il suo ruolo e fugare ogni possibile sospetto su un suo coinvolgimento nella vicenda criminosa e di indirizzare le indagini, in particolare, verso gli ambienti criminali legati all’usura”.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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