Viterbo – “Non si poteva chiudere un occhio con la società che non era in regola”. L’ennesima partita sull’affidamento (mancato) dello stadio Rocchi si gioca in consiglio comunale, con la sindaca Chiara Frontini che parte giocando in difesa e poi passa all’attacco.
Viterbo – Consiglio comunale – Ciorba, Frontini
Per rispondere al contropiede del consigliere Matteo Achilli (FdI) che vuole cogliere in fallo l’amministrazione, per avere lasciato la struttura vuota e la città senza squadra di calcio.
Ma il primo cittadino evita il fuori gioco. Spiegando come si è arrivati a un risultato al momento piuttosto deludente.
“Per lo stadio Rocchi – spiega Frontini – quest’amministrazione ha deciso che non c’erano le condizioni base per procedere a quella che è una facoltà dell’amministrazione, di prorogare la convenzione in essere”. Alla Viterbese di Romano.
“Una decisione presa per una serie di motivi – continua Frontini – siamo arrivati in amministrazione e abbiamo trovato atto di pre intesa fra comune e società che avrebbe concesso al gestore, il Rocchi per 10 anni, qualora avesse onorato gli impegni presi rispetto alla realizzazione del progetto Pnrr per lo stadio”.
Impegno piuttosto gravoso. “Il pre accordo – precisa Frontini – era basato su una dichiarazione d’intenti in carta intestata che doveva sostanziare il cofinanziamento della Viterbese di un milione e 600mila euro. Perché le cose si fanno così, si scrive su un foglietto che ci danno i soldi…”.
Frontini ha reputato debole la procedura. “Quindi, abbiamo chiesto garanzie che non sono arrivate. Di conseguenza, le condizioni che avrebbero reso vincolanti la preintesa non sono state soddisfatte e non è stata prorogata nemmeno la convenzione”.
E si è andati alla manifestazione d’interesse cui la Viterbese di Romano non ha partecipato, ma lo ha fatto la Fc Viterbese, salvo poi fare un passo indietro.
“Oltretutto, il Rocchi non poteva proprio essere concesso in comodato d’uso, quindi ho dubbi anche sulla convenzione del 2018, ma non torniamoci sopra”. Avanti.
“Parte la manifestazione d’interesse e risponde un unico operatore che ambiva a gestire il Rocchi”. Uno è meglio di niente. “Quando si presenta l’offerta, insieme a questa si presenta pure un documento che non era compilato nella parte dove si chiedeva se la società fosse in regola con il fisco.
Gli uffici a quel punto fanno partire un soccorso istruttorio, nel tentativo di aiutare. Ma niente. È rimasto il fatto che al momento della presentazione dell’offerta, la società non aveva il documento unico di regolarità fiscale positivo per via di un debito con l’erario per 68mila euro”.
Quindi: “La società è stata esclusa, c’è stata un’interlocuzione e abbiamo convenuto che sarebbe stato meglio ritirare la domanda da parte loro, per via della carenza e mantenere un profilo basso”. Piuttosto che escluderla. “Così non è stato, ma non da parte nostra. Speriamo ora che si abbassino i toni, noi abbiamo fatto di tutto”.
Tutto tranne una cosa. “Non si può chiudere un occhio – sottolinea Frontini – se la società non è in regola quando conta esserlo, al momento di presentare la domanda. Ci siamo consultati. Non c’era alternativa e ci dispiace”.
Piero Camilli, sponsor Fc Viterbese, ha accusato l’amministrazione d’essersi mossa troppo lentamente, s’è perso tempo. “Si è detto che con Michelini sindaco hanno chiuso in 15 minuti. Altri tempi e altre norme. Non si poteva fare diversamente e rispetto alla procedura andata deserta, auspico che presto una squadra torni a giocare la Rocchi”.
Le critiche piovute addosso a palazzo dei Priori, a sentire la sindaca, le avevano messe in preventivo. “Non avere prorogato la convenzione a quella che nominalmente anche ora è la squadra di Viterbo, sapevamo che avrebbe provocato un terremoto. È stato un atto forte, coraggioso ma giusto”.
Ai gialloblu non è stata rinnovata la convenzione, tuttavia: “Potevano partecipare alla manifestazione d’interesse. Era una procedura aperta a tutti. Non è successo”.
Matteo Achilli
Parole che però non convincono Achilli, “Non sono tranquillo – ribatte il consigliere FdI – conoscendo lo stadio e i costi. Optare per la gestione separata rispetto a chi ci gioca ha ripercussioni in bilancio. Servono soldi, fra i 70mila e i 120mila euro l’anno. E in bilancio non ci sono”. In rosso e non si tratta del cartellino.
Giuseppe Ferlicca

