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Soriano nel Cimino – (sil.co.) Omicidio di Salvatore Bramucci, non si sono costututi parte civile contro la madre i due figli maschi della vittima e della vedova imputata di essere la mandante della morte del marito.
Si è aperto oggi davanti alla corte di assise del tribunale di Viterbo il processo per omicidio premeditato in concorso aggravato dal coniugio a Elisabetta Bacchio, la vedova dell’usuraio 58enne freddato a Soriano nel Cimino nell’estate dell’anno scorso.
Non era presente in aula Elisabetta Bacchio, vedova 46enne di Bramucci nonché madre dei due figli maschi ventenni della vittima, è in carcere dallo scorso 26 settembre, oltre un anno dopo l’agguato mortale del 7 agosto 2022 in cui ha perso la vita a colpi di arma da fuoco il marito.
Secondo il pm Massimiliano Siddi, sarebbe stata la mandante del delitto, pianificato per appropriarsi del “tesoretto” tenuto nascosto dal marito usuraio che voleva andarsene alle Canarie dopo avere finito di scontare i domiciliari per una condanna a tre anni e mezzo.
Al suo fianco la fedelissima sorella Sabrina Bacchio di 48 anni, finita invece in carcere il 22 ottobre 2022, un mese dopo i due sicari Lucio La Pietra e Tonino Bacci, anche loro 48enni. Per loro tre il processo col giudizio immediato davanti alla corte di assise si è aperto lo scorso 23 ottobre.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
– Omicidio di Salvatore Bramucci, al via il processo alla vedova Elisabetta Bacchio
