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Omicidio di Salvatore Bramucci, al via il processo alla vedova Elisabetta Bacchio

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Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci

Elisabetta Bacchio con Salvatore Bramucci


Soriano nel Cimino – Omicidio di Salvatore Bramucci, si apre oggi davanti alla corte di assise del tribunale di Viterbo il processo per omicidio premeditato in concorso aggravato dal coniugio a Elisabetta Bacchio, la vedova dell’usuraio 58enne freddato a Soriano nel Cimino  nell’estate dell’anno scorso. 

In base alle previsioni, il sostituto procuratore, come anticipato lo scorso 4 dicembre, chiederà la riunione del procedimento in cui la vedova è imputata”in solitaria” con quello alla sorella e ai due killer del marito, la cui prossima udienza è stata fissata per il 29 gennaio, per poi riprendere in primavera al ritmo di due udienze al mese, con l’obiettivo di ascoltare entro la pausa estiva i sessanta testimoni, il cui numero potrebbe essere scremato. 

Elisabetta Bacchio, vedova 46enne di Bramucci nonché madre dei due figli maschi ventenni della vittima, è in carcere dallo scorso 26 settembre, oltre un anno dopo l’agguato mortale del 7 agosto 2022 in cui ha perso la vita a colpi di arma da fuoco il marito.

Secondo il pm Massimiliano Siddi, sarebbe stata la mandante del delitto, pianificato per appropriarsi del “tesoretto” tenuto nascosto dal marito usuraio che voleva andarsene alle Canarie dopo avere finito di scontare i domiciliari per una condanna a tre anni e mezzo. Al suo fianco la fedelissima sorella Sabrina Bacchio di 48 anni, finita invece in carcere il 22 ottobre 2022, un mese dopo i due sicari Lucio La Pietra e Tonino Bacci, anche loro 48enni. Per loro tre il processo col giudizio immediato davanti alla corte di assise si è aperto lo scorso 23 ottobre.


Omicidio Bramucci (nel riquadro gli arrestati Bacchio, La Pietra e Bacci

Omicidio Bramucci (nel riquadro gli arrestati Bacchio, La Pietra e Bacci)


Le tappe dell’inchiesta. I primi cinque degli attuali otto indagati sono stati iscritti nel registro pochi giorni dopo il delitto, il 22 agosto 2022. Si tratta, come è noto, dei sicari Lucio La Pietra e Tonino Bacci, entrambi romani e entrambi 49enni, e della cognata della vittima Sabrina Bacchio, anche lei 49enne, del compagno di quest’ultima Dan Constantin Pomirleanu e di Alessio Pizzuti. Risale al 5 settembre 2022 la richiesta di misura del pm Siddi, sfociata il 13 settembre 2022 nell’arresto dei killer La Pietra e Bacci e il successivo 22 ottobre in quello di Sabrina Bacchio, mentre furono rigettate dal gip le altre due, una delle quali ancora in sospeso dopo che il riesame ha dato ragione al ricorso della procura, in stand by dopo il ricorso in cassazione della difesa.

Lo spartiacque. Il 21 agosto 2023 le posizioni dei tre arrestati sono state stralciate dal procedimento principale: indagini chiuse e via libera alla richiesta di giudizio immediato, il successivo 2 settembre, 376 giorni dopo la loro iscrizione nel registro degli indagati. Richiesta di giudizio immediato accolta dal gip del tribunale di Viterbo il 6 settembre per Sabrina Bacchio e i due sicari Bacci e La Pietra. Il processo davanti alla corte d’assise si è aperto il 23 ottobre e il 4 dicembre si è tenuta la seconda udienza. Si tornerà in aula il 29 gennaio per calendarizzare l’ascolto di sessanta testimoni e la riunione con il procedimento a carico di Elisabetta Bacchio, la cui partenza in solitaria è prevista prima di Natale. 

Otto i presunti complici. Oltre alle sorelle Bacchio, accusate di avere ideato e pianificato l’uccisione di Salvatore Bramucci, sono in carcere i due sicari Lucio La Pietra e Andrea Bacci. Quattro gli indagati a piede libero: il compagno di Sabrina Bacchio Dan Constantin Pomirleanu, conviventi a Guidonia Montecelio, e il pregiudicato romano Alessio Pizzuti, cui si sono aggiunti i coinquilini di quest’ultimo, a Ponte di Nona, ovvero Fabio Buti e Ismail Memeti. Non è noto se ci siano altri indagati.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 


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