Viterbo – (g.f.) – “Al palazzo confiscato alla mafia, iniziative legate alla legalità e ai giovani”. È l’assessora al Patrimonio Elena Angiani a ribadire come sarà utilizzata la struttura a piazza Dante che con il passaggio in consiglio comunale è definitivamente parte del patrimonio di palazzo dei Priori.
In consiglio, tutti felici e contenti per l’acquisizione, con qualche distinguo, non nella sostanza ma nella forma. Che poi è anche sostanza.
Angiani il “dossier” se l’è trovato sulla scrivania quando è stata nominata in giunta. “C’è stato segnalato che non era presente nella documentazione – ricorda Angiani – il progetto per cui il bene era stato richiesto e siamo nel 2018. Per questo abbiamo ripreso in mano l’iter con l’Agenzia dei beni confiscati e il demanio”.
La prima azione: “È stato sottolineato che andava ribadito l’interesse dell’ente per l’immobile, con delibera di giunta, inserendo pure il progetto, lo scopo. Il 20 aprile lo abbiamo confermato, un progetto dedicato alla cultura della legalità, rivolto ai giovani attraverso la tecnologia e a disposizione delle scuole”.
Tutto bene, ma Laura Allegrini (FdI) ha fatto notare come fosse anche riportata in delibera l’associazione che gestirà la struttura.
Non andava indicata, per la capogruppo Fratelli d’Italia, mentre secondo Francesca Sanna (Pd), essendo acquisizione di un immobile, doveva passare attraverso una delibera di giunta e non di consiglio. Mentre Luisa Ciambella (Per il bene comune) che quando era assessora ha fatto partire l’iter d’acquisizione, ricorda che all’epoca era sufficiente manifestare interesse per l’acquisizione. Oggi la parola fine.
