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Belli: “Positivo il trend dell’edilizia, ma resta difficile trovare personale specializzato”

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Viterbo – “Positivo il trend dell’edilizia, ma resta difficile reperire personale specializzato”. Il presidente Ance, Andrea Belli, parla con toni ottimistici, tracciando un bilancio del settore dell’edilizia nel 2023. I dati sono positivi e dovrebbero mantenersi tali per almeno due anni. Unica nota dolente? Il personale specializzato che, per Belli, preferisce spostarsi nelle città piuttosto che stare a Viterbo per la sua scarsa attrattività.

“L’andamento dell’edilizia – dice Belli – è stato positivo ed è continuato il traino dei bonus che, almeno a Viterbo, hanno creato tanto lavoro. In questa fase finale, la situazione è un po’ peggiorata, perché senza la proroga di qualche mese per il prossimo anno, tutte le aziende sono costrette a correre con anche rischi per la sicurezza. 


Andrea Belli

Andrea Belli


Nonostante non dovrebbero esserci più i bonus, il trend dell’edilizia, specie nel settore occupazionale, dovrebbe continuare a crescere, perché c’è il Pnrr a incidere positivamente almeno per i prossimi due anni. 

L’unica preoccupazione è quella legata alla mancanza di personale, in particolare di figure specializzate a causa del fatto che il nostro territorio è poco attrattivo. Manager o ingegneri difficilmente scelgono volontariamente di trasferirsi a Viterbo e puntano lo sguardo alle grandi città”.

Diversa la situazione dell’edilizia privata. “Va meno bene – continua Belli -, perché i costi di produzione sono talmente alti che il prezzo di vendita delle case è troppo alto per lo standard di Viterbo. Su questo, abbiamo un po’ di perplessità, ma, in generale, siamo fiduciosi sul fatto che queste difficoltà verranno compensate da Pnrr e, finalmente, dall’attuazione della rigenerazione urbana e della famigerata transizione energetica.

Ci aspettiamo per i prossimi anni, finiti i bonus, una normativa che permetta l’efficientamento delle case, anche delle persone a più basso reddito, come nelle Ater, ovviamente incentivate dallo Stato, perché al contrario, nessuno farebbe i lavori. 

Auspichiamo, anche, che l’edilizia possa essere ancora centrale per il Pil del nostro paese e dell’Italia. 

Sul capoluogo, incide per il 10% e dà lavoro, solo per la cassa edile, a 4mila persone, in più c’è tutto l’indotto delle professioni correlate e quindi il bacino occupazionale diventa abbastanza importante”. 

Con le amministrazioni locali “c’è collaborazione, anche se la burocrazia è troppo stringente e vediamo nei dirigenti una sorta di paura a prendere decisioni e la tendenza a interpretare le leggi nella maniera più restrittiva possibile per evitare di assumersi delle responsabilità. Questo però è un danno al nostro settore, all’economia locale e allo sviluppo”. 

Per il 2024, “ci aspettiamo per questo anno e anche per quello successivo che i numeri restino stabili, non lo saranno più per i bonus, ma per il Pnrr. L’unica preoccupazione resterà quella di reperire personale specializzato, cosa che non è facile e comunque quello che c’era lo abbiamo impiegato tutto e nessuna impresa se lo lascia andare“.

C’è una soluzione? “Abbiamo uno spopolamento per cui tutte le competenze più importanti se ne vanno… La soluzione – conclude Belli – passa per l’attrattività della provincia che non lo è, ma qui andiamo oltre l’edilizia”. 


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