Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore,
faccio riferimento alla querelle di questi giorni riguardante l’ospedale di Tarquinia e le dimissioni del suo direttore sanitario. In un sistema democratico ognuno ha il diritto di espressione ma altresì il dovere della verità possibile. I rappresentanti delle forze politiche non trovano di meglio che addossare le varie responsabilità alla controparte ma ciò non serve a migliorare la propria credibilità verso la pubblica opinione.
Ospedale di Tarquinia
La sanità viterbese (limitiamoci a questo territorio ) è stata “messa” in crisi da moltissimi anni: oggi sono presenti circa la metà dei posti letto ospedalieri previsti dagli standard naziCnali e regionali con buona pace di tutti gli addetti che vivono nel silenzio generale. Sono stati di fatto lentamente disattivati della loro funzione istituzionale ben quattro ospedali (Acquapendente, Civita castellana, Montefiascone, Tarquinia) che rappresentavano una ottima rete periferica di base per garantire al presidio di Viterbo di svolgere appieno la sua funzione di dipartimento di emergenza e accettazione di 1° livello. La carenza di risorse umane è tale che si è “ costretti” a forzare se non proprio a violare leggi e normative di riferimento ( turni di servizio, riposi, ferie , ore di orario aggiuntivo cumulate nel tempo). Mobilità ospedaliera verso altre realtà geografiche impressionante e paradossalmente necessaria stante la gravissima carenza di post letto. Per la parte dell’assistenza territoriale è sufficiente ricordare che gli standard previsti dai decreti oggi vigenti non sono nemmeno lontanamente avvicinabili data la gravissima carenza di personale sanitario, sia in termini quantitativi, che di specifica disciplina.
Nel contempo ci si illude con frasi retoriche del tipo “casa della comunità”, prima “Casa della salute” grazie al Pnrr che non dispone di risorse per l’assunzione di personale (vera carenza strutturale).
Sono questi solo alcuni dei punti di analisi per cercare di far comprendere con parole semplici ai lettori quale sia la realtà dei fatti. Fatti che non sono il frutto di qualche errore gestionale (pure evidente da parte dei vari direttori generali nominati dalla politica e succedutisi nel tempo), ma la conseguenza di scelte politiche regionali (cartolarizzazione prima, macro aree poi, governo del deficit di bilancio e blocco del turn-over a seguire).
Il tutto caratterizzato da un evidente e perdurante squilibrio tra la governance della capitale versus la realtà periferica delle province caratterizzata da evidenti eccezioni geografiche e gestionali. Scelte regionali incuranti da sempre delle diverse realtà provinciali spesso, per molti aspetti, anche virtuose. In questo scenario poco edificante cittadini ed operatori continuano a pensare che gli uni siano i nemici degli altri. Una sorta di guerra dei poveri, tra i poveri. Tutti guardano il singolo albero ma tanti non vedono il bosco.
L’ospedale di Montefiascone
Il grido di aiuto quindi lanciato dal direttore sanitario dell’ospedale di Tarquinia (in drammatica e piena solitudine tra gli operatori sanitari ma pieno di umana e professionale dignità) ha solo evidenziato che il re è nudo! La politica tutta invece che aggrapparsi ad inutili quanto ridicole beghe di quartiere, invece di tentare strategie di distrazione di massa con annunci ad effetto che possono solo rappresentare fari che illuminano il buio che c’è intorno, provi ad occuparsi del benessere della comunità che l’ha delegata a ciò.
Dr. Franco Bifulco
Ex direttore sanitario ospedaliero e Risk manager Asl Vt

