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“Quello che sta accadendo è frutto della determinazione, del sacrificio e della forza del gruppo”

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Sport - Rugby - Lions Alto Lazio - La squadra

Sport – Rugby – Lions Alto Lazio – La squadra


Viterbo – Il termine matricola è superato ormai da tempo.

Ad abbandonarlo quasi subito sono i Lions Alto Lazio, protagonisti di un 2023 coi fiocchi tra promozione in serie B e secondo posto in campionato.

La squadra viterbese, nata dalla fusione tra Civita Castellana e Union Viterbo, è l’esempio lampante di come il lavoro, quello vero e costante, paga più di qualsiasi altra cosa.

Lions Alto Lazio - David Morgantini

Lions Alto Lazio – David Morgantini


Tra programmazione sia in campo che in panchina, giocatori soprattutto locali e tanto impegno la formazione di Belli sta riuscendo a imporsi anche in una categoria superiore come la serie B in cui si trova ad appena cinque punti dalla vetta agli stessi punti di Frascati e Unione capitolina.

Va da sé che a questo punto della stagione non è ancora non è tempo di sognare in grande ma il numero uno del club, senza fare troppi proclami, non si pone limiti.

David Morgantini, prima il passaggio in serie B e poi un campionato fin qui eccellente. Che 2023 è stato per i Lions Alto Lazio?
“Bellissimo. Alla fine dell’ultimo campionato, anche se sul campo non siamo riusciti a raggiungere la promozione, si capiva che questo gruppo aveva tanto potenziale. In questa prima parte di stagione c’è stata la conferma anche se siamo oltre le più ampie aspettative. Non per questo rinunciamo a questo ruolo che non ci sta affatto male addosso”.

Da neopromossa a seconda forza del girone, ve lo sareste immaginato a inizio stagione?
“A inizio stagione hi chiesto ai ragazzi la permanenza in serie B per far crescere un gruppo molto giovane e fare più esperienza possibile. Quello che invece sta accadendo è tutto frutto della loro determinazione, del loro sacrificio e della forza del gruppo. Il punto vincente è stato unire giocatori giovani e più esperti in questa esperienza”.

Anche il settore giovanile sta andando molto bene.
“Certamente. Esiste anche una squadra under 18 che tra mille difficoltà sta dando il meglio. Ne siamo orgogliosi perché loro per primi sono il futuro della seniores”.

Com’è il rapporto con i comuni e i tifosi di Civita Castellana e Viterbo?
“Le due cittadine si confrontano su tutto con lo scopo di crescere e arrivare a un rugby di più alto livello possibile. È un peccato che le persone che sono fuori dal mondo del rugby non si incuriosiscano. Sarebbe bello la domenica vederli a sostenere i ragazzi. Siamo anche i migliori a organizzare eventi dove ci si ritrova e si festeggia alla grande. E per il momento non diciamo quale festa vorrei organizzare per la prossima volta…”.

C’entra per caso un obiettivo ancora più grande di quello attuale?
“Quello principale è rimanere più a lungo possibile in questa categoria che è alla nostra portata. In futuro, perché no? Tutto sta nel sacrificio, nella forza del gruppo e nei sogni. Non bisogna porsi limiti e noi come società ci siamo. Siamo pronti”.

Come valuta il lavoro di Michele Belli?
“È un tecnico preparato e capace, anche lui proveniente da questa realtà del territorio. Sono più di 10 anni che collaboriamo: prima con le giovanili e poi con la seniores. Apprezzo soprattutto le sue capacità umane come il dialogo e il confronto con i ragazzi. Non potevamo chiedere di meglio”.

In uno sport importante ma che ha meno seguito del calcio, quanto è importante la programmazione e l’utilizzo di atleti locali?
“È fondamentale. Sia Viterbo che Civita Castellana programmano, spendono risorse e idee per avere un settore giovanile ad ampio raggio accogliendo più ragazzi possibili. Facciamo propaganda nelle scuole e andiamo nelle piazze a farci notare: questo è quello che serve perché i bambini sono il nostro futuro. A che nello sport un ambiente sano e con principi come quelli rugby non si trova facilmente. Per questo invito tutti a provare almeno una volta a portare i propri figli ad allenarsi, sono sicuro che non rimarranno delusi”.

Per concludere, cosa si potrebbe fare ancora per migliorare una società come la vostra?
“Le città ci devono supportare e la domenica dobbiamo riempire gli spalti. Questo è quello che ci piacerebbe. Le istituzioni ci dovrebbero aiutare nel complesso a creare strutture per la nostra attività all’altezza del nostro sport. Noi non ci sentiamo secondi a nessuno per valori e per bellezza. Ringrazio infine Antonio Angeletti e Roberto Pepponi, presidenti di Civita Castellana e Viterbo, per la fiducia che mi danno ormai da diversi anni per svolgere questo ruolo”.

Samuele Sansonetti


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