Viterbo – “Sono sconvolto e faccio fatica a immaginare che il Rudy che conosco io possa fare una cosa del genere”. A parlare è Giuseppe Berardino, imprenditore del Bistrot del teatro in via Cavour a Viterbo che Rudy Guede ha frequentato assiduamente nel corso degli ultimi anni. Proprio qui, nel 2021 Guede aveva organizzato un torneo di scacchi.
Guede, che ha già scontato 13 anni di carcere per concorso nell’omicidio di Meredith Kercher, oggi è accusato di violenza sessuale e lesioni all’ex compagna, con tanto di braccialetto elettronico e divieto d’avvicinamento a cinquecento metri di distanza dalla ragazza, che avrebbe solo 23 anni. L’altro ieri la misura cautelare eseguita dagli agenti della squadra mobile ed emessa dalla procura di Viterbo.
Viterbo – Rudy Guede
Berardino è l’unico a parlare. Assieme a lui anche il giornalista e scrittore Pierluigi Vito che ha curato la pubblicazione del libro di Guede Il beneficio del dubbio. La mia storia, pubblicato l’anno scorso. Ma lo fa sulla sua pagina facebook. Per quanto riguarda gli altri, persone e realtà che hanno accompagnato nel percorso di uscita dal carcere di Mammagialla a Viterbo, bocche cucite. No comment, infatti, sia da parte del centro per gli studi criminologici, dove Guede lavora da qualche tempo, così come in un ristorante pizzeria a nord della città dei Papi, che del coordinatore del gruppo, Claudio Mariani, che dal 2016 al 2018 aveva sostenuto la causa per la revisione del processo per l’omicidio di Kercher avvenuto a Perugia all’inizio di novembre del 2007.
Nessuna parola neanche da parte di Guede che si è limitato solo a pubblicare una storia su Instagram che ritrae una persona intenta a guardare un tramonto.
Giuseppe Berardino
“Mi dispiace tantissimo apprendere questa notizia – ha detto Berardino -. Una notizia che accolgo con incredulità e con piena fiducia nei confronti della magistratura. Faccio fatica a immaginare che il Rudy che conosco io possa fare queste cose. E lo conosco come una persona pacifica, gentile, assolutamente rispettoso di tutti. L’ultima volta che l’ho visto risale a circa una settimana fa. Ultimamente ha frequentato poco il Bistrot perché i suoi orari di lavoro non combaciavano con i nostri”.
“Alle 13,09 – prosegue poi Vito riferendosi all’uscita delle prime notizie riguardanti la misura cautelare emessa dalla procura – l’Adnkronos batte un lancio in cui, oltre a riportare una data a casaccio della scarcerazione, dipinge Rudy Guede come un maltrattatore di donne. Idem farà poco dopo l’Ansa, compresa la data di scarcerazione ad minchiam, scrivendo nel titolo ‘Maltrattava la ex’, come fosse un dato acquisito. Nemmeno il minimo accenno dubitativo. E subito la canea della stampa, piccola o grande, corre a buttarcisi a capofitto, sparando titoli accusatori. Si distinguono il Giornale, con ‘picchiava’, e RaiNews che, non volendo essere da meno, usa l’indicativo presente, come a dare intendere che la violenza si stia consumando all’istante”.
Viterbo – Bistrot – Rudy Guede
Tanto per cambiare, nella narrazione di ciò che riguarda Rudy si fa strame del diritto alla presunzione d’innocenza. Lui è colpevole a prescindere. Si instilla il maleficio del dubbio, perché ‘tanto bravo nun po’ esse’, come mi hanno appena detto al telefono, se finisce sempre in mezzo a queste storie”.
Daniele Camilli
Articoli: Francesco Guido, il legale della ex compagna 23enne dell’ivoriano accusato di violenza sessuale e lesioni: “La ex di Rudy Guede è molto provata dalla situazione, non è stato facile denunciare” – Interrogatorio di garanzia per Rudy Guede – Giuseppe Castellini: “Probabilmente le ombre ritornano, ma non collegherei le nuove accuse all’omicidio Meredith” di Elisa Cappelli – Rudy Guede, dall’omicidio di Meredith Kercher al braccialetto elettronico per maltrattamenti e lesioni all’ex compagna di Daniele Camilli– Sollecito: “Non seguo la vita di Guede, ma non mi sembra che sia cambiato” – Knox: “Mi dispiace tanto per l’ex compagna di Guede, che paura…” – Maltrattamenti e lesioni all’ex compagna, braccialetto elettronico per Rudy Guede
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.



