Viterbo – “Si apre la fase delle autocandidature, nulla è definito”. Ci ha pensato il deputato azzurro Francesco Battistoni a gettare acqua sul fuoco, dopo l’allarmismo che si è creato nella Tuscia in seguito alla pubblicazione della Carta nazionale aree idonee (Cnai) a ospitare il deposito di scorie nucleari.
Si tratterebbe di uno step necessario per consentire ad altri soggetti, non presenti nell’elenco delle 51 aree, di farsi avanti.
Francesco Battistoni
“Proprio oggi – spiega Battistoni – abbiamo incardinato in commissione Ambiente alla Camera il decreto Energia, dove è inserita la carta delle aree idonee, la cui pubblicazione serve per dare la possibilità ai comuni di autocandidarsi a ospitarlo.
Quindi, i comuni che sono fuori da quella lista, hanno trenta giorni di tempo per farsi avanti. Credo anche che il Ministero dell’Ambiente e dell’Energia stia predisponendo, se già non l’ha fatto, una nota in cui ribadisce questo concetto”.
Quindi una sorta di atto dovuto per lasciare spazio a chi il deposito lo vuole. “Adesso parte questa scadenza dei trenta giorni”. E se non dovessero esserci autocandidature? “Mi pare – continua Battistoni – che già dei comuni abbiano manifestato la volontà di accogliere il deposito.
Ora comunque le Regioni, gli enti locali non presenti nella lista, nonché il ministero della Difesa per strutture militari interessate possono proporsi e richiedere di rivalutare la situazione sul proprio territorio. Non c’è nulla di definito, ma solo l’apertura di questa nuova fase.
E’ logico che la Tuscia, che, da questo punto di vista, è un territorio particolarmente vessato, non è uno dei più indicati, ma prima di fasciarci la testa, aspettiamo tutti i passaggi perché con le autocandidature, niente esclude che ci siano altri comuni interessati a questa situazione e che possano ampliare la sfera delle opzioni.
Si è sempre detto, infatti, che saranno privilegiati i comuni che si propongono volontariamente. Lo ribadisce l’art.11 del decreto di cui parlavo prima. Quindi, va bene l’allarmismo e mantenere alta l’attenzione, però, ci sono margini di manovra”.
Paola Pierdomenico
