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Sicari contro sorelle diaboliche, la difesa di Bacci: “Tonino cavalier servente di Sabrina Bacchio”

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Viterbo – Sicari contro sorelle diaboliche, la difesa di Bacci: “Tonino cavalier servente di Sabrina Bacchio”. 

Promette scintille il processo per omicidio pluriaggravato ai due sicari Lucio La Pietra e Tonino Bacci e alla pianificatrice del delitto, la cognata Sabrina Bacchio, cui a breve si aggiungerà la sorella Elisabetta Bacchio in Bramucci, vedova e mandate dell’omicidio del marito Salvatore Bramucci, ucciso in un agguato a colpi di pistola, stile malavita organizzata, la mattina del 7 agosto 2022 a Soriano nel Cimino.


Omicidio Bramucci (nel riquadro gli arrestati Bacchio, La Pietra e Bacci

Omicidio Bramucci (nel riquadro gli arrestati Bacchio, La Pietra e Bacci)


Più che scintille, fuochi d’artificio, a giudicare dalla memoria presentata dal difensore del “sicario dei sicari”, ovvero Tonino Bacci, definito dall’avvocato Costa “amico da trenta anni di Sabrina Bacchio”, che lei aveva prontamente cercato di scaricare, subito dopo l’arresto con La Pietra del 13 settembre 2022, indicandolo ai carabinieri come suo invadente amante, sempre lì ad approfittare dei momenti trascorsi insieme per chiederle info su affari e soldi del benestante cognato Salvatore Bramucci. 

Ben diversa la rappresentazione della “coppia” fornita dal difensore di Bacci il quale, dal canto suo, come si ricorderà, non appena entrato come recluso a Mammagialla, non ha perso occasione per puntare il dito contro entrambe le sorelle Bacchio.

Si parla, senza tanti complimenti, di “difficoltà di discernimento” da parte di lui. “Bacci era il cavalier servente della Bacchio”, ha spiegato il legale, chiedendo a fronte di ciò una perizia psichiatrica d’ufficio, esibendo una consulenza con valutazione psico-diagnostica prodromica alla richiesta di Ctu. Il collegio si è riservato di rivalutare la richiesta cammin facendo, a seconda delle evidenze che saranno o non saranno emerse.

Sempre la difesa Bacci, la più intraprendente, al pari della difesa di La Pietra, si è detta inoltre pronta a produrre l’esito di indagini difensive in cui uno sfasciacarrozze romano avrebbe sottoscritto di avere ricevuto mandato per cercare il famoso “motore”, che “motore” di macchina sarebbe stato sul serio e non “pistola” come secondo le conclusioni “maliziose” dell’accusa, che avrebbe quindi frainteso le intercettazione inchiodanti del terzetto.

Infine un’altra perla, dal punto di vista difensivo, ovvero una sentenza che assegnerebbe a Bacci un grosso risarcimento, ricevuto in contanti, che spiegherebbe la insolita grossa disponibilità economica dell’imputato a ridosso dell’omicidio di Salvatore Bramucci, anch’essa equivocata da inquirenti e investigatori viterbesi. Per ora anche la documentazione proposta dalla difesa resta fuori.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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