Viterbo – (b.b.) – Detenuto strangolato dal compagno di cella, la vittima è Alessandro Salvaggio.
Alessandro Salvaggio
Tragedia all’interno del carcere di Mammagialla nella serata di ieri, poco dopo le 22. Per cause ancora tutte da accertare, due detenuti, uno italiano l’altro di origine straniera, sarebbe scoppiata una lite. Poi degenerata e sfociata in una violentissima aggressione.
Stando a quanto finora ricostruito il detenuto di origine straniera, Iliyanov Krasimir Tsvetkov, poco più che ventenne, si sarebbe avventato contro il compagno, strangolandolo. Per l’uomo di 49 anni, non ci sarebbe stato nulla da fare. È morto per asfissia. Dietro all’aggressione ci sarebbero futili motivi.
Viterbo – Il carcere di Mammagialla
A notizia acquisita, il commento del Sappe. “Lo gridiamo ai quattro venti da almeno due anni. Il carcere è totalmente fuori controllo – sottolineano -. Non esistono più regole e la polizia penitenziaria non ha più nessun tipo di autorità. Delegittimata da tutto e da tutti senza alcun tipo di difesa. Fare ordine in questo contesto è impossibile. Senza ordine non può esistere sicurezza, né per i detenuti né per il personale che opera.
Non si può tacere ad una gestione totalmente fallimentare e pressoché assente. Gli interventi andavano mirati e fatti ai primi segnali. Ora si possono solo contare i danni. A quando il prossimo evento nefasto? Ci accusano di essere cattivi narratori del contesto ma diciamo solo quello che, nel settore, è sotto gli occhi di tutti”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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