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Viterbo – Strangolato in cella, oggi davanti al gip Iliyanov Krasimir Tsvetkov. Il 21enne di nazionalità bulgara è accusato di aver ucciso a mani nude Alessandro Salvaggio, 49 anni siciliano, con cui condivideva la stanza all’interno del carcere di Mammagialla. Dietro l’aggressione, brutale e come sottolineato dal garante dei detenuti del Lazio inaspettata e imprevedibile, ci sarebbero futili motivi. Forse il prestito non saldato di una piccola somma di denaro.
Ma sarà il giovane questa mattina nel corso dell’interrogatorio di garanzia a poter raccontare la sua verità, ripercorrendo quanto accaduto all’interno della cella martedì sera, poco dopo le 22. L’interrogatorio di fronte ai gip è in programma per le 9,15.
Intanto, nelle stesse ore, a qualche chilometro di distanza, all’ospedale di Belcolle, si svolgerà l’autopsia sul corpo di Salvaggio. L’uomo, recluso a Mammagialla per scontare una condanna a poco più di due anni per evasione e con precedenti per spaccio di droga, stando a quanto finora ricostruito, sarebbe stato afferrato per il collo al culmine di una discussione. La stretta forte fino a non farlo respirare e poi, drammaticamente, ad ucciderlo per asfissia. Sarà comunque l’esame, disposto dal pm Massimiliano Siddi della procura di Viterbo, a fare piena luce sui suoi ultimi istanti di vita.
Salvaggio, originario di Mazzarino in provincia di Caltanissetta e residente a Barrafranca, vicino Enna, lascia una moglie e due figli. Uno di 23 e l’altro di 24 anni. Si sono rivolti all’avvocato Giacomo Luca Pillitteri.
Barbara Bianchi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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