Viterbo – (sil.co.) – Arrestato il 6 settembre 2022 dagli agenti della squadra narcotici della mobile che nel suo appartamento hanno sequestrato un ingente quantitativo di droga e tutto il necessario per confezionarla in dosi, per l’esattezza 125,5 grammi di cocaina, un 39enne originario del Kuwait è stato condannato ieri dal giudice Alessandra Aiello a due anni e otto mesi di reclusione e 12mila euro di multa per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Viterbo – Una pattuglia della polizia – Immagine di repertorio
All’imputato è stata inoltre inflitta, come detto, anche la condanna al pagamento di una multa di 12mila euro.
Presente in aula il 30enne, a suo tempo sottoposto a misura cautelare, che ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato, accordato ieri dal giudice al difensore Samuele De Santis, grazie al quale ha potuto beneficiare dello sconto di un terzo della pena, che altrimenti sarebbe stata più elevata.
Il blitz nell’appartamento – il cui contratto di locazione è risultato intestato all’imputato – sarebbe scattato dopo che lo straniero, sospettato di spaccio, non si sarebbe reso reperibile sul posto di lavoro.
La difesa, durante la discussione, ha sottolineato come, dopo un primo momento di “stupore”, alla vista delle forze dell’ordine che lo stavano cercando, il presunto pusher si sarebbe rivelato collaborativo durante la fase del controllo, sostenendo come non siano emerse prove dello spaccio, ma solo delle detenzione di sostanze stupefacenti.
Il giudice, dopo una lunga camera di consiglio, ha condannato l’imputato a due anni e otto mesi di carcere e una multa di 12mila euro, la stessa pena che era stata chiesta dall’accusa.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
