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Torna a splendere la statua di Sant’Anselmo, restaurato il monumento risalente al ‘700

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Bomarzo - Statua di Sant'Anselmo

Bomarzo – Statua di Sant’Anselmo

Bomarzo - Inaugurazione restauro statua di Sant'Anselmo

Bomarzo – Inaugurazione restauro statua di Sant’Anselmo

Bomarzo - Inaugurazione restauro statua di Sant'Anselmo

Bomarzo – Inaugurazione restauro statua di Sant’Anselmo

Bomarzo – (sil.co.) –  Torna a splendere la statua di Sant’Anselmo a Bomarzo.

Lo storico monumento, risalente al Settecento, fresco di “recupero”, è stato inaugurato la mattina del 23 dicembre alla presenza del sindaco Marco Perniconi, del priore della confraternita Renzo Pangrazi, e dall’autore dell’intervento, il restauratore Antonio Paucecch, che ha ripulito e consolidato la superficie della scultura. 

La statua, in peperino, è alta due metri e mezzo e poggia su tre basamenti. Realizzata nel 1756, si trova in via del Castello, tra palazzo Orsini e le scuderie.

“Un monumento che rappresenta Bomarzo – ricorda Antonio Paucecch – realizzato nel 1756, quando il corpo di sant’Anselmo è stato spostato al duomo, una indicazione che conduce al duomo per il fedele che arriva a Bomarzo, entrando dalla porta principale”.

“È stato un lavoro particolare diverso – spiega il restauratore – che ha comportato lo smontaggio e il rimontaggio della scultura, l’allestimento del cantiere e il restauro. La cosa più bella sono stati gli occhi dei bomarzesi, che potevano osservare da vicino un monumento sempre visto a un’altezza importante, potendo toccare il santo”.

“Le problematiche che aveva questa scultura – sottolinea Paucecch – sono le problematiche di una scultura all’aperto, ovvero quelle dell’attacco biologico… muschi, licheni, che non permettevano la corretta leggibilità del modellato. Oggi possiamo apprezzare il merletto del santo, le vesti, i panneggi”.

“Sono venute fuori anche diverse novità, ovvero la scultura probabilmente era policroma, forse era più antica, ma questo ce lo dirà più avanti lo studio. La cosa più importante è che l’intervento è andato a buon fine e che il monumento è stato riportato a casa, nel punto dove è nato”.

“Non è solo il lavoro mio, ma è un lavoro di gruppo – ci tiene a dire il restauratore, in chiusura – un lavoro di equipe, alla cui riuscita ha contribuito anche il popolo di Bomarzo, che si è messo a disposizione in tutto e per tutto così come la pubblica amministrazione. E poi l’azienda Apice, l’impresa edile Nulli Burelli, i professionisti grazie ai quali la statua è tornata al suo splendore”.

I miracoli, reali o leggendari, attribuiti al santo patrono di Bomarzo, vissuto nel VI secolo, sono stati tramandati, oralmente, ispirando opere d’arte di natura religiosa, ex voto, modi di vita, proverbi, usanze gastronomiche.

Quando venne a sapere che Totila, il re degli Ostrogoti, stava avvicinandosi a Bomarzo per conquistarla e saccheggiarla, andò incontro all’invasore per scongiurarlo a recedere dall’insano proposito. Ci fu, poi, il miracolo delle ghiande, quando i Goti tornarono ad assediare Bomarzo e Anselmo affrontò di nuovo l’esercito nemico e, dopo aver tracciato il segno della croce, il cielo si oscurò e caddero pesanti bilie simili a ghiande di piombo che dispersero gli invasori.

Sant’Anselmo viene festeggiato a Bomarzo il 25 aprile con il “Palio” a lui dedicato e la sagra del “Biscotto”. La sera precedente ha luogo la processione, con una reliquia del santo, che ogni dieci anni si fa più solenne poiché viene trasportato lungo le vie del paese il suo corpo custodito dal 1647 sotto l’altare maggiore nel duomo di Santa Maria Assunta. Ogni dieci anni c’è poi l’usanza di portare in processione lungo le vie del paese anche l’urna del santo, sia il 24 aprile che il primo maggio. 


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