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Orte – (sil.co.) – Omicidio al centro di accoglienza, slitta l’affidamento in prova ai servizi sociali del 25enne nigeriano Imade Robinson condannato l’8 novembre 2021 dalla corte d’assise del tribunale di Viterbo a cinque anni di reclusione per l’uccisione del connazionale Eugene Moses accoltellato a morte al Carpe Diem di Orte la sera del 14 giugno 2020.
L’accusa aveva richiesto una condanna a 20 anni per omicidio volontario. Il tribunale, riqualificando il reato in omicidio preterintenzionale, ha condannato Robinson a 5 annidi reclusione, applicando lo sconto di un terzo della pena chiesto dalla difesa.
Dal successivo 2 dicembre, dopo un anno e mezzo a Mammagialla, su richiesta dell’avvocato Pasquale D’Incecco del foro di Pescara, all’imputato sono stati concessi gli arresti domiciliari, in Abruzzo a casa della sorella, che mise nero su bianco in una lettera di essere pronta a tenerlo con sé e la sua famiglia.
Dichiarato inammissibile il ricorso in appello, la difesa ha ora chiesto per il 24enne, scontata oltre metà pena, l’affidamento in prova ai servizi sociali. sul quale si sarebbe dovuto pronunciare questa settimana il tribunale di sorveglianza dell’Aquila che, disponendo ulteriore attività istruttoria, ha rinviato alla prossima primavera.
