Viterbo – “Mancano pochi giorni alla fine dell’anno e questo è per noi momento di riflessione su quanto condotto finora e su quello che faremo nei prossimi 12 mesi. Siamo vicini alle feste, ma non andremo in vacanza. Continueremo ad operare sempre” assicura il colonnello Massimo Friano. Ed è proprio il comandante provinciale dei carabinieri a tirare le somme dell’anno agli sgoccioli, ripercorrendo i principali risultati raggiunti con i suoi uomini. Anche grazie alle 56 stazioni distribuite su tutto il territorio.
Massimo Friano
Impossibile non menzionare la svolta nel caso dell’omicidio di Salvatore Bramucci, ucciso a colpi d’arma da fuoco a Soriano nel Cimino nell’agosto del 2022. “Le immediate indagini – spiega -, ci hanno portato in breve tempo a venire a capo del sodalizio criminale. Contiamo nei prossimi mesi di chiudere le indagini e avviare il processo”.
Poi spazio ai numeri delle operazioni e delle indagini. Nel corso del 2023 sono stati oltre 7mila i delitti denunciati e perseguiti. Le persone deferite in stato di libertà o arrestate sono aumentate rispetto al 2022, essendo rispettivamente più di 2100 e 280.
Reati predatori. “Anche quest’anno i furti sono in leggero aumento – spiega il comandante -, saliti a quota 2359 di cui oltre 520 in abitazioni”. Il dato migliore riguarda le rapine. “Solo 37, in leggero aumento rispetto allo scorso anno – spiega -. Va sottolineato come nessuna sia stata commessa in danno di istituiti di crediti, ma a fare da contraltare la rapina in villa ai danni di un noto imprenditore della provincia”. Poi i tre colpi “scoperti in meno di 24 ore”. La rapina ai danni di due cittadine sudamericane il 5 marzo a San Faustino. Il colpo a un distributore di Vitorchiano il 26 marzo. E il primo luglio la rapina all’interno del caffè Grandori.
Guglielmo Trombetta e Massimo Friano
Sul piano della lotta allo spaccio, numerosi sono stati i risultati perseguiti dall’arma. “Lo testimoniano le molteplici operazioni portate a termine d’allarme” spiega, ricordando come nel corso dell’anno siano stati sequestrati più di 3 quintali di stupefacente di vario tipo. “Questi dati ci danno la prova di come la provincia sia attenzionata dalla criminalità organizzata per lo spaccio ma anche per la produzione di stupefacenti” sottolinea. A Civita Castellana è stata scoperta una serra con sequestro di oltre 100mila euro di materiale. 2200 piante di canapa indiana che avrebbero prodotto oltre 300mila dosi. Non solo. A Montalto di Castro e Civita Castellana sono stati fermati corrieri di kief (polvere di marijuana) e spacciatori. 46 chili di hashish sotto sequestro e 300 grammi di cocaina.
Contrasto alla violenza di genere. Diverse le linee d’azione. “Aumentata la professionalità di ogni singolo carabiniere nelle stazioni per dare risposte immediate a chi viene a chiederci aiuto – spiega Friano -. In più è stata consolidata la collaborazione con enti e istituzioni per creare rete di accoglienza delle persone in difficoltà”. Numeri alla mano. Negli ultimi mesi sono stati perseguiti l’80% dei casi in provincia, con l’arresto di 13 persone e 164 denunce. Più nello specifico. 71 casi di maltrattamenti in famiglia, 40 atti persecutori, 19 reati a sfondo sessuale, 5 casi di revenge porn. “Un caso ogni due giorni” ammette Friano.
Massima attenzione poi alle truffe. In particolare ai danni degli anziani. “Finalmente si è registrata un’inversione di tendenza. I casi di truffe e frodi informatiche scendono dai 1238 del 2022 a 1168 del 2023. È sicuramente il risultato di tanti sforzi messi in atto” spiega il colonnello.
“Si tratta spesso di criminali in trasferta che individuano i loro obiettivi e in una sola giornata cercano di portare a termine più colpi. Facciamo attenzione” esorta.
Guglielmo Trombetta e Massimo Friano
Fondamentale poi, come ogni anno, l’apporto dei comparti di specialità dell’arma. Tra tutti il nucleo dell’ispettorato del lavoro. “Scoperti 50 lavoratori in nero, sospese 26 attività ed elevate sanzioni per un complessivo di 300mila euro” sottolinea Friano. L’apporto dell’ispettorato si è rivelato fondamentale nel contrasto allo sfruttamento della manodopera e al caporalato. “È di pochi giorni fa la notizia dell’esecuzione delle due misure cautelari nei confronti di due imprenditori campani, padre e figlio, ritenuti al momento responsabili della morte del bracciante agricolo tunisino avvenuta nel mese di luglio” ripercorre.
“Il 2023 è stato un anno molto impegnativo dal punto di vista operativo” ammette il comandante Friano. “Per noi fondamentale è la collaborazione con la gente, il numero di chiamate al 112 sta aumentando e testimonia una sempre maggiore sensibilità della popolazione” sottolinea. “Migliaia e migliaia di persone comunità che ci sono state affidate, e con cui noi vogliamo rinnovare il patto di fiducia e cura, con disponibilità e presenza costante” conclude.
Barbara Bianchi


