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Con un pugno fratturò il naso a un buttafuori, per tre anni non potrà frequentare bar e locali

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Polizia

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Viterbo – Con un pugno fratturò il naso a un buttafuori, per tre anni non potrà frequentare bar e locali.

“Nell’ambito della costante attività preventiva finalizzata a contrastare il fenomeno dei comportamenti violenti e del bullismo presso i locali pubblici, il questore di Viterbo, su istruttoria curata da personale della polizia di stato della divisione polizia anticrimine della questura, ha adottato un provvedimento di divieto di accesso a locali pubblici o aperti al pubblico e ad esercizi pubblici, cosiddetto “Daspo Willy”, nei confronti di un pregiudicato italiano di 25 anni, residente in un comune della provincia – fanno sapere dalla questore.  

In particolare l’uomo, che annovera diversi precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, lo scorso mese di ottobre, veniva bloccato all’ingresso di una discoteca cittadina dal personale della sicurezza, sia perché il locale era prossimo alla chiusura e sia perché le condizioni fisiche di un suo amico erano visibilmente compromesse dall’abuso di alcool.

Non potendo entrare in discoteca l’uomo aggrediva l’addetto alla vigilanza sferrandogli un pugno in faccia per poi darsi alla fuga. Il malcapitato, che riportava la frattura del setto nasale, ricorreva alle cure mediche presso l’ospedale di Belcolle, dove veniva giudicato guaribile con prognosi di 30 giorni.

Alla luce di quanto sopra, il soggetto veniva dapprima rintracciato e denunciato per lesioni personali e poi sottoposto dal questore di Viterbo al provvedimento divieto di accesso a locali pubblici o aperti al pubblico e ad esercizi pubblici, cosiddetto “Daspo Willy”.

La misura di prevenzione costringerà l’uomo a rimanere lontano dai locali pubblici e di pubblico intrattenimento, ubicati nel comune di Viterbo, per tre anni, dalle ore 18,00 alle 06,00” conclude la nota.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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