Viterbo – “Una Baby Room per allattare i bambini e sostare con i figli”. Lo annuncia Martina Galli, docente di diritto penale e referente del rettore per l’inclusione e l’equità.
“Uno spazio – spiega Galli – dedicato a studentesse e lavoratrici dell’università degli studi della Tuscia che abbiano bisogno di allattare o più semplicemente di un luogo dove sostare con i figli. Ci sarà anche un fasciatoio. L’inaugurazione è prevista per l’11 dicembre alle ore 10,30. Lo spazio dedicato sarà al primo piano del complesso di Santa Maria in Gradi, vicino al rettorato”.
Viterbo – Martina Galli
L’iniziativa nasce all’interno del Gender Equality Plan di ateneo, “una serie di azioni – spiega Galli – previste nel triennio 2022-2024 relative alla parità di genere. Attività che riguardano la formazione in merito alla promozione delle carriere universitarie delle figure femminili, così come all’adeguamento delle strutture universitarie per migliorare la qualità della vita della popolazione studentesca e lavorativa femminile”.
Viterbo – Unitus – Santa Maria in Gradi
Il Gender Equality Plan (Gep), presieduto da Sonia Melchiorre e di cui fanno parte anche il rettore Stefano Ubertini e la direttrice generale Alessandra Moscatelli, “trova la sua origine in una lettura attenta delle tendenze culturali in atto ed è stato concepito – sta scritto sul sito dell’Unitus – come strumento di cambiamento strutturale, specificamente rivolto a università ed enti di ricerca e destinato a incidere su aree strategiche per la promozione della parità di genere in tutti gli ambiti della società. L’importanza strategica riconosciuta al Gep si colloca, dunque, in un contesto generale contrassegnato da fenomeni di segregazione (verticale e orizzontale) negli ambienti accademici e si dimostra strumento indispensabile per con- trastare qualsiasi forma di discriminazione o violenza, in un’ottica di superamento degli stereotipi e di adozione di pratiche di valorizzazione delle differenze. La parità di genere mantiene comunque una sua specialità e un rilievo autonomo nell’ambito delle strategie programmatorie delle Università, chiamate a definire forme di buona articolazione e correlazione tra i diversi strumenti programmatori”.
“Il Gep – prosegue il sito dell’Unitus – segue le linee guida dell’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (Eige) e mira ad ‘identificare e implementare strategie innovative per promuovere il cambiamento culturale e le pari opportunità nelle università e nei centri di ricerca’. Si tratta di un documento programmatico basato sul principio di democrazia paritaria e risponde alle sollecitazioni della Direzione Ricerca e Innovazione della Commissione Europea che ha previsto che tutte le istituzioni pubbliche che vogliano accedere a un finanziamento Horizon Europe si dotino di un Gender Equality Plan”.
Viterbo – L’inaugurazione del centro antiviolenza all’Unitus
“Il Gep – riporta ancora la brochure online dell’università della Tuscia – si propone come strumento flessibile, costruito tenendo conto delle caratteristiche e delle esigenze di ogni singolo Ateneo o Centro di Ricerca, un documento in continua evoluzione e oggetto di integrazioni e adeguamenti futuri. Il piano rispetta le 5 aree minime indicate dalla Commissione Europea, declinandole in diversi obiettivi. Per ciascun obiettivo specifico sono stati individuati un set di risultati attesi che, nel loro complesso, assicureranno il raggiungimento degli obiettivi.
Collegato a ciascun risultato atteso, sono state individuate delle azioni da portare avanti nel corso dei prossimi anni e i relativi indicatori di realizzazione utili a monitorare il raggiungimento dei risultati: Equilibrio tra vita privata e vita lavorativa, la cultura dell’organizzazione e la lotta agli stereotipi; Equilibrio di genere nelle posizioni di vertice e negli organi decisionali; Uguaglianza di genere nel reclutamento e nelle progressioni di carriera; Integrazione della dimensione di genere e dell’intersezionalità nella ricerca, nei programmi degli insegnamenti e nella formazione; Misure di contrasto delle violenze di genere e delle molestie sessuali”.
Un ateneo all’avanguardia di cui la Baby Room è un ulteriore passo in avanti. “A Santa Maria in Gradi – sottolinea infatti Martina Galli – il centro antiviolenza gestito da Ponte donna, di cui è referente Carla Centioni, e frutto di un’intesa tra Unitus e regione Lazio. Inaugurato il 13 luglio 2022, il centro sta lavorando al servizio non solo della comunità universitaria ma di tutto il territorio. Tra le altre iniziative della Gender, ci sono infine i parcheggi rosa realizzati in tutte le sedi universitarie nel corso del 2023 anche grazie al supporto del Prorettore Alvaro Marucci che si occupa dell’adeguamento degli spazi di ateneo”.
Daniele Camilli


