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Viterbo – (eli.ca.) – Violenza, lesioni e maltrattamenti: la procura voleva i domiciliari per Rudy Guede.
Un altro capitolo si apre nella vita di Rudy Guede che, dopo essere stato condannato per l’omicidio di Meredith Kercher, è rimasto invischiato in una nuova vicenda.
Stavolta per il 36enne c’è l’accusa di maltrattamenti, lesioni e violenza. Accuse scaturite dalla denuncia della ex ragazza di 23 anni, anche lei straniera ma da anni residente in Italia, che avrebbe presentato qualche mese fa. I fatti risalirebbero al periodo che va da settembre 2022 ad agosto 2023.
Guede, stando a quanto denunciato dalla ex, l’avrebbe costretta con la forza ad avere rapporti sessuali contro la sua volontà.
Da questi elementi è partita l’indagine della squadra mobile e il conseguente provvedimento emesso dal procuratore Paolo Auriemma: divieto di avvicinamento a cinquecento metri di distanza dalla ex compagna e braccialetto elettronico.
Il quadro, apparso da subito allarmante, avrebbe spinto i titolari del procedimento a sollecitare gli arresti domiciliari per Rudy Guede, ma la richiesta non sarebbe stata accolta dal giudice per le indagini preliminari. Il Gip non avrebbe riconosciuto l’accusa di maltrattamenti.
“Non seguo la vita di Guede. Certo, alla luce di quanto accaduto oggi, mi sembra che non sia cambiato. Quello che era prima di entrare in carcere, quello che leggevamo negli atti, si riconferma tristemente e altrettanto tristemente si constata che non si è pentito” è stato il commento di Raffaele Sollecito che fu assolto insieme ad Amanda Knox per l’omicidio di Meredith Kercher. Vicenda per cui l’unico condannato fu Rudy Guede.
“Mi dispiace tanto per la sua ex compagna. Che paura…” ha dichiarato Amanda Knox all’Ansa.
Il primo novembre del 2007 la studentessa inglese Meredith Kercher fu trovata senza vita nella casa che condivideva con l’americana Amanda Knox a Perugia.
La Knox e Raffaele Sollecito furono inizialmente condannati, poi assolti in Cassazione nel 2015. Guede è stato l’unico condannato a 16 anni di carcere per violenza sessuale e concorso in omicidio.
I giudici gli avevano però concesso la semilibertà, consentendogli di collaborare con il Centro studi criminologici di Viterbo per alcune ore al giorno per poi rientrare in carcere la sera.
“Probabilmente le ombre ritornano: ma non il caso Meredith, la sua infanzia”. È il commento che fa Giuseppe Castellini, giornalista, esperto della vicenda. Nel 2007, quando era direttore del Giornale dell’Umbria e poi del Nuovo Corriere Nazionale, seguì molto da vicino il delitto di Perugia che in quello stesso anno vide la morte di Meredith Kercher.
Articoli: Giuseppe Castellini: “Probabilmente le ombre ritornano, ma non collegherei le nuove accuse all’omicidio Meredith” – Rudy Guede, dall’omicidio di Meredith Kercher al braccialetto elettronico per maltrattamenti e lesioni all’ex compagna – Sollecito: “Non seguo la vita di Guede, ma non mi sembra che sia cambiato” – Knox: “Mi dispiace tanto per l’ex compagna di Guede, che paura…” – Maltrattamenti e lesioni all’ex compagna, braccialetto elettronico per Rudy Guede
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
