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Vetralla – “Non sono stato io a strapparle le mutandine, gli slip rosa li ha rotti lei mentre se li sfilava”.
Si è difeso ribadendo che la presunta vittima era consenziente, martedì davanti al collegio presieduto dal giudice Daniela Rispoli, il 54enne romeno di Vetralla accusato di violenza sessuale con l’aggravante della relazione sentimentale, lesioni e rapina nonché appropriazione indebita e danneggiamento aggravati ai danni della ex.
Parte offesa una connazionale che domenica 29 agosto 2021, nel giorno del compleanno, l’imputato avrebbe invitato a pranzo e poi stuprato per gelosia del nuovo fidanzato. La donna si è costituita parte civile con un’avvocatessa di Spoleto.
“Avevamo fatto amore di buona volontà”, avrebbe riferito la stessa parte offesa, riferendosi però alla domenica mattina, mentre lo stupro sarebbe avvenuto dopo pranzo, durante un litigio, con la coppia alticcia in seguito a diversi brindisi.
L’imputato, difeso dagli avvocati Simona Mancini e Paolo Delle Monache, ha negato di essere geloso del nuovo fidanzato della ex, dicendo che semmai è vero il contrario.
La donna, con cui aveva avuto una relazione sentimentale un paio di anni prima, si sarebbe nel frattempo trasferita a fare la badante in Umbria, dove avrebbe iniziato a frequentare un altro, tornando però spesso a Vetralla per trascorrere i weekend a casa del 54enne.
“Io non ero geloso del nuovo fidanzato, semmai era lui ad essere geloso di me”, ha riferito l’imputato, secondo cui l’uomo avrebbe anche tentato di ricattarlo, “o mi dai 70 euro oppure non la vedi più. Sarebbe il motivo per cui le avrebbe distrutto due cellulari.
Fatto sta che tra i due qualcosa è accaduto e che la donna, affidata dai carabinieri alle cure dei sanitari di Belcolle, fu giudicata guaribile in dieci giorni. W il 54enne, finito poi a processo con giudizio immediato, in seguito alla denuncia fu sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento a meno di 300 metri.
Secondo l’accusa, il 54enne dopo il presunto stupro avrebbe seguito la vittima al supermercato, dove avrebbe dato in escandescenze, facendo accorrere i carabinieri che lo hanno fermato e identificato mentre, in stato di alterazione, discuteva animatamente con la vittima davanti a dei testimoni. La donna, allora, ha detto ai militari che poco prima era stata aggredita e violentata dall’uomo, sporgendo poi formale querela in caserma.
Il processo, giunto alle ultime battute, riprenderà lunedì per ascoltare una testimone della difesa, la quale dovrebbe confermare come nessuno abbia sentito urla o richieste di aiuti provenire dall’appartamento dell’imputato.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

