Viterbo – Centro storico la sfida più complessa, ma recupero del Genio, mercato coperto a Fontana Grande e infopoint sono alcuni degli interventi che cambieranno il volto alla città. La sindaca Chiara Frontini guarda al 2024 e chiude il 2023, il primo totalmente a firma della sua amministrazione. Soddisfazioni arrivano dalla partecipata Francigena, gli asili nido e il Pnrr, per i cui cantieri risponde alle critiche.
Tra gli errori, il primo è di comunicazione: “Basta una briciola per creare un caso mediatico, come la manovra sbagliata di un autista di un bus”. Bene il turismo: “Aumento del 18%, ma va migliorata la permanenza media”, poi Santa Rosa e San Pellegrino in fiore, ma anche acqua pubblica e rifiuti, oltre alla discussa questione Rocchi. Mentre sul fronte politico, bravi tutti gli assessori, Sgarbi compreso e non è all’ordine del giorno un rimpasto. La maggioranza va avanti, nonostante l’uscita di Bruzziches e quella (quasi) annunciata da Chiatti. Per il 2024 vede una Viterbo più verde, più turismo e attenzione al centro storico. Intervista realizzata nei giorni scorsi a domande e risposte scritte.
Chiara Frontini
Sindaca Frontini, si è chiuso il 2023, primo anno totalmente caratterizzato dalla sua amministrazione. Se dovesse indicare un punto di rottura rispetto al passato, che a suo modo di vedere anche un comune cittadino può avere notato, quale sarebbe?
“Che seguiamo il programma elettorale e stiamo realizzando, punto per punto – spiega Frontini – tutto quello che c’eravamo impegnati a fare, con i tempi dell’amministrazione. Un esempio su tutti, l’obbligatorietà del ripristino delle strade per le ditte coinvolte nell’installazione della fibra. Dovrebbe essere un’azione banale, ma ha richiesto un regolamento la cui stesura è iniziata a gennaio e l’iter si è completato a settembre in consiglio comunale. In passato era solo stato annunciato, senza esiti concreti. Oggi c’è e s’iniziano a vedere i risultati, ad esempio con le ultime attività di ripristino dei sampietrini in centro storico”.
Guardando agli ultimi 12 mesi, qual è stata la sua maggiore soddisfazione e dove, invece, ritiene d’avere sbagliato?
“Di soddisfazioni ce ne sono diverse, in realtà, dal risanamento di Francigena che inizia a dare i suoi frutti, alla messa a terra di tutti i progetti Pnrr, la ritrovata efficienza dei servizi anagrafici con i nuovi uffici negli ex comuni, la riforma degli asili nido che ha portato al raddoppio delle famiglie beneficiarie dei contributi comunali, l’ingresso di Viterbo nell’Associazione Europea delle città storiche termali, lobby europea all’interno della quale si decidono flussi e investimenti sul settore, l’inserimento all’interno del programma triennale delle opere pubbliche di oltre trenta progetti che prevedono la ristrutturazione di praticamente la totalità del patrimonio immobiliare comunale in centro storico, il primo Festival nazionale dell’Educazione emotiva e la formazione di oltre 700 insegnanti e in generale l’attenzione verso il mondo della scuola, la nascita del nuovo mercatino Tuscia in Bio, il ritorno di un grande festival culturale estivo, Ombre e in generale la rivitalizzazione di tutta la vita culturale cittadina, la riapertura del foyer del teatro dell’Unione chiuso da non so quanti anni.
Anche se la prima in assoluto è la squadra, possiamo sempre migliorarci e di certo non siamo perfetti, ma sono soddisfatta del clima in cui si lavora, che è disteso e collaborativo, e questo fa tutta la differenza del mondo”.
E sul fronte sbagli, invece?
“Quanto agli errori, anche quelli ci sono stati, perché quando si fanno tante cose è inevitabile che qualcuna la si sbagli. Il nostro primo errore è di comunicazione, innanzitutto. Basta una briciola per creare un caso mediatico, vedasi un autista che sbaglia una manovra con 3,5 metri di spazio tra il palco del concerto di Capodanno e il primo ostacolo e diventa l’occasione per una prima pagina”.
Pnrr, Giubileo, fondi regionali, la sua amministrazione si ritrova con milioni di euro da investire sulla città. Occasione di svolta per Viterbo, ma in quale direzione?
“Nella direzione di una città che punta su turismo, cultura e qualità della vita, rispetto dell’ambiente e degli ecosistemi. La direzione è quella di una maggiore vivibilità del centro storico attraverso il recupero e la rivitalizzazione praticamente di tutti gli immobili di proprietà comunale, una città più connessa attraverso un sistema di mobilità intermodale, che darà la possibilità d’avere valide alternative alla sola auto privata, una valorizzazione degli spazi per le relazioni: piazze, parchi, aree verdi”.
Tra i diversi progetti, quale ritiene sia di particolare interesse nell’ottica di sviluppo che la sua amministrazione intende dare alla città?
“La candidatura di Viterbo e la Tuscia a Capitale della Cultura Europea nel 2033 rappresenta senza dubbio una grandissima opportunità, non tanto per l’esito, sappiamo bene che la partita è difficilissima, ma per affermare il territorio e promuoverlo, fare sistema, che è ciò che è sempre mancato per farci spiccare il volo”.
C’è un futuro per il centro storico di Viterbo che va spopolandosi? È l’eterna lotta fra auto e pedoni, cui ultimamente si è aggiunta la carenza di parcheggi lamentata da chi nel centro ci vive. Come dare un’identità e renderlo più attrattivo?
“È la sfida più complessa, ma ci stiamo investendo tanto. Sugli interventi di breve periodo riteniamo di aver già fatto segnare i primi risultati. Il centro storico è indubbiamente più curato: abbiamo due operatori fissi in centro per le erbe infestanti e, anche se è ancora lontano dall’essere perfetto, è senza dubbio migliorato e lo stesso dicasi per il progressivo ripristino delle toppe di asfalto sul selciato in porfido, o per la sostituzione della segnaletica. Anche i contenitori per il vetro sono stati utili per ridurre le bottiglie abbandonate, ma la lotta agli incivili che abbandonano rifiuti è quotidiana, basti pensare che le sanzioni sull’argomento sono aumentate del 30%”.
Nel dettaglio delle iniziative?
“L’aver inserito nella strategia di sviluppo territoriale finanziata dal fondo europeo di sviluppo regionale tutti gli spazi abbandonati di proprietà comunale in centro storico sarà il vero boost: il restauro del Teatro Genio, un investimento di 7 milioni di euro, la trasformazione del mercato coperto nella piazza Fontana Grande, l’istituzione di tre infopoint, la creazione di un laboratorio di biodiversità alla Pensilina, la valorizzazione della Zaffera sono tutti interventi programmati che cambieranno il volto del centro.
Serve un mix di interventi, dalle politiche culturali a quelle urbanistiche e commerciali, che richiedono tempo: la convenzione con La Sapienza per il Piano di Recupero del Centro Storico, deliberata dalla giunta a fine anno e l’affidamento del Piano Urbano della Mobilità sostenibile sono due passi cruciali, entrambi avviati, insieme alla rivitalizzazione culturale d’eventi e appuntamenti che è già in atto. Dobbiamo ancora lavorare sul Piano del Commercio, che è obiettivo del 2024, ma il turismo quest’anno ha già fatto segnare un +18% di media e ora dobbiamo affinare il target, per aumentare la permanenza media, che è il vero obiettivo”.
Come prende le critiche che arrivano su alcune realizzazioni, come la passeggiata ecologica lungo le mura o sulle piste ciclabili, in alcuni casi realizzate in modo “originale” o le difficoltà nella gestione del traffico legato ai cantieri?
“È l’errore di comunicazione a cui accennavo prima. I tempi di messa a terra del Pnrr sono talmente serrati che non abbiamo avuto modo di raccontare nel loro complesso questi progetti. Non è ancora chiaro ai più che le piste ciclabili costituiscono di fatto un anello di oltre 30 chilometri che collega tutta la città, le sedi universitarie, le stazioni, dove saranno presenti anche postazioni di bike sharing in cui potranno essere prelevate bici elettriche.
Quando tutto questo sarà chiaro, sono certa che le critiche diminuiranno e lo stesso vale per le classifiche della qualità della vita: uno dei parametri che ci fa piazzare in fondo alle varie classifiche di Legambiente o del Sole 24 Ore è proprio la totale assenza di piste ciclabili. E allora, se usiamo queste classifiche per giudicare l’operato di un’amministrazione, perché non lavorare sulle criticità che queste segnalano? Stesso dicasi per la passeggiata intorno alle mura, grazie alla quale le mura potranno recuperare la loro ricchezza storica, artistica e monumentale.
In che modo?
“All’interno di questo progetto ogni torre riceverà un nome proprio, una pavimentazione ampia e pregiata, un sistema d’infrastrutture idonee per agevolare la sosta, il miglioramento e la razionalizzazione della vegetazione esistente, un piano di comunicazione turistica che includerà una segnaletica narrativa sulla storia delle varie parti delle mura e del paesaggio urbano attraversato, un sistema di illuminazione artistica delle mura”.
Rifiuti e acqua. Da una parte si va verso l’ampliamento della discarica a Monterazzano, seppure dimagrito ma a servizio dell’intera regione e dall’altra il destino per salvare Talete pare essere l’ingresso di soci privati che acquisiscano il capitale. Due fronti su cui lei ha sempre dato battaglia. Come intende muoversi?
“Contro la decisione della regione che continuerà a inviare a Monterazzano i rifiuti da tutto il Lazio abbiamo già presentato un ricorso e ne sarà predisposto un altro non appena sarà pubblicata l’autorizzazione ufficiale. Su Talete la situazione è leggermente diversa: ci siamo battuti contro la privatizzazione, siamo riusciti a ottenere finalmente una situazione chiara sui conti e gli investimenti da fare, abbiamo ottenuto un nuovo voto in assemblea e abbiamo perso”.
Per i viterbesi appassionati di calcio c’è speranza di tornare a tifare per la propria squadra al Rocchi?
“Ma certo, certo che si. Solo che bisogna mettere le cose in chiaro: noi la procedura l’abbiamo fatta, era la Favl Cimini che non aveva i requisiti. Questa situazione sta succedendo anche altrove, vedi Pistoia, stessa identica casistica, perché la normativa è cambiata di recente. Detto questo, l’obiettivo dobbiamo cercare di trasformare il tutto in una opportunità e quindi far sì che lo stadio diventi la casa dello sport e che tutte le squadre, compresa la Favl, possano utilizzarlo, oltre a farci concerti e grandi eventi, che è un minimo sindacale per una città capoluogo”.
Che voto dà alla sua giunta, compreso l’assessore alla Bellezza Vittorio Sgarbi che ultimamente ha fatto parlare di sé non solo per i ruoli che ricopre?
“Non dico loro bravi mai abbastanza, e questa può essere l’occasione giusta. Ci mettono tutti il cuore e si impegnano molto. Di certo, un grosso lavoro lo sta facendo l’assessora Scardozzi, che negli ex comuni e sui servizi al cittadino sta raggiungendo risultati davvero molto soddisfacenti, ma potrei elencare note positive per ognuno di loro. Poi c’è chi ha più pelo sullo stomaco e chi meno, ma sono certa che la squadra stia dando il massimo. Quanto all’assessore Sgarbi, anche se da lontano sta dando il suo contributo all’amministrazione comunale, come con il Festival della Tuscia, che ha rappresentato una novità assoluta nel panorama del territorio ed è stato apprezzato oltre le aspettative”.
Silvio Franco può dormire sonni tranquilli? Di tanto in tanto viene dato in uscita dalla giunta.
“Certo che sì, un rimpasto non è all’ordine del giorno”.
Con l’uscita di Bruzziches e quella annunciata di Chiatti, qual è lo stato di salute della sua maggioranza?
“La maggioranza va avanti con la motivazione di sempre, consapevole che l’amministrazione ha messo a disposizione tutto ciò che poteva offrire, sia a ogni singolo consigliere con deleghe che a coloro che non le hanno. All’interno di questa maggioranza, non è mai mancato l’ascolto, l’empatia, la pazienza, la responsabilità, la volontà di collaborare e la capacità di superare le differenze personali per perseguire un’unione d’intenti al servizio di Viterbo. Il gruppo che attualmente guida Viterbo, di cui vado fiera per le capacità e l’umanità dimostrate, è composto da persone che si stanno dedicando completamente a quest’amministrazione e alla nostra città. Il nostro lavoro non è solo un impegno, ma un servizio. Essere al servizio della città con tale impegno significa mettere al centro tutta la nostra umanità e soprattutto essere consapevoli che questo progetto ha una peculiarità: senza il patto civico nessuno di noi, compresa io stessa, non sarebbe esistito”.
Una squadra in gran parte composta da neofiti, quanto è cresciuta in un anno, quanta consapevolezza in più c’è del ruolo di consiglieri? A volte qualcuno dà l’idea che ci sia ancora un po’ da lavorare su questo fronte.
“Senza dubbio sono cresciuti tutti molto da un punto di vista amministrativo, tutti hanno maturato e dimostrato il proprio impegno attraverso azioni tangibili e concrete, con le proprie capacità e competenze. Ci sono consiglieri poi che si distinguono per un particolare attivismo e stanno giorno dopo giorno diventando sempre più punto di riferimento degli altri, che è quanto accade in un gruppo che cresce, sono molto orgogliosa di loro”.
Una lista civica (Per il bene comune) e FdI al ballottaggio l’hanno appoggiata e oggi sono tra i principali oppositori della sua maggioranza. Cos’è successo a suo modo di vedere?
“Ci hanno appoggiato come alternativa all’altra candidata, ma sempre dall’opposizione e quindi è comprensibile che i rapporti evolvano e cambino strada facendo”.
Natale 2023, stavolta fra le altre cose ci sono le casette e il mercatino. Come stanno andando i festeggiamenti, è questa la città che vi proponevate di offrire a visitatori e viterbesi?
“È un Natale che coinvolge praticamente l’intero centro storico. Ci sono sempre margini di miglioramento, ovviamente abbiamo dovuto fare i conti con i cantieri, vedi piazza del Comune. La zona monumentale della città è viva grazie al Christmas Village, che sta superando le previsioni d’affluenza, secondo gli stessi organizzatori. Il mercatino di Natale di via Marconi ha riscosso un grande successo, tanto che gli stessi operatori ci stanno già chiedendo di confermare il posto per l’anno prossimo, l’obiettivo di riqualificare il mercatino di Natale lo riteniamo centrato. Per l’anno prossimo, lavoreremo per aumentare il numero di stand. Anche piazza San Faustino celebra il Natale, ospitando una serie di eventi pensati appositamente per i bambini, che è il nostro modo per riqualificare la zona e includerla nelle attività”.
Guardando oltre, cosa si aspetta per l’edizione 2024 di San Pellegrino in Fiore, per la quale la sua amministrazione ha optato per il concorso d’idee sulla scia di quello per la macchina di santa Rosa.
“È stato fondamentale acquisire, innanzitutto, il marchio di San Pellegrino in Fiore come proprietà dell’amministrazione e per questo vanno ringraziati gli organizzatori dell’allora ente autonomo. Siamo soddisfatti del ritorno della manifestazione, in una nuova forma che prevede l’organizzazione in prima persona dal comune per la prima volta. Attendiamo con fiducia gli esiti del concorso di idee”.
A proposito di Santa Rosa e il 3 settembre sarà il debutto di Dies Natalis. Come sarà per il giorno più importante per la città, pure in questo caso, il primo realmente sotto la sua amministrazione?
”Quando si parla del trasporto si parla del cuore di Viterbo: quindi spero soltanto che tutti lo vivano con lo stupore, l’amore e la meraviglia che caratterizza il Trasporto, quest’anno ancora più accentuati per l’attesa della nuova Macchina”.
Come vede Viterbo nel 2024 e cosa si augura per la città e i viterbesi per il nuovo anno?
“La vedo ancora più viva e vitale che nel 2023: più turismo, più occasioni per vivere il centro storico, più cantieri e lavori che certo creano disagi ma che rappresentano l’innovazione e l’evoluzione. La vedo più verde grazie agli oltre due ettari di alberature che piantumeremo con un progetto finanziato dal Mite. Mi auguro per Viterbo e per tutti i viterbesi di realizzarsi e trovare la serenità, perché viviamo in una città e in un territorio meraviglioso che merita cura e amore”.
Giuseppe Ferlicca
