Viterbo – Il tribunale
Viterbo – (sil.co.) – Astensione di tre giorni dei penalisti, che appenderanno le toghe al chiodo dal 7 al 9 febbraio. Come ogni volta, saranno fatti salvi naturalmente i processi con imputati detenuti o sottoposti a misura cautelare, per i quali sarà garantito lo svolgimento delle udienze. Diverse le motivazioni che hanno spinto l’Unione delle camere penali a proclamare la protesta, che si terrà non solo nel capoluogo, ma in tutta Italia. Tra le ragioni ce ne sono due particolarmente sentite dai penalisti, vale a dire il sovraffollamento delle carceri e le preclusioni in appello.
L’avvocato Marco Russo
“Amnistia o indulto sono l’unico rimedio praticabile contro il sovraffollamento carcerario”, sottolinea a una settimana dallo “sciopero” l’avvocato viterbese Marco Russo, referente per il Lazio dell’osservatorio carcere dell’Unione della camere penali oltre che vicepresidente della camera penale “Ettore Mangani Camilli” di Viterbo.
“Il vero scandalo – prosegue – sono le preclusioni dell’appello”. “Il mandato ad impugnare e l’elezione di domicilio obbligatoria per la notifica del decreto di citazione a giudizio in appello serve solo a una cosa, limitare gli appelli e far perdere un grado di giudizio ai poveracci che non possono garantirsi una adeguata difesa tecnica”, spiega il legale., secondo il quale sono questi i due temi fondamentali alla base dell’astensione.
“Oggi la Riforma Cartabia ha introdotto un 581 nel codice di rito, che prevede la possibilità di impugnare solo laddove si sia muniti di uno specifico potere di impugnazione e di un procura per il grado di appello unitamente poi ad una elezione di domicilio che è obbligatoria ai fini del decreto di citazione in appello”.
“Questo che cosa significa? – dice il legale – che ci sono delle limitazioni gravissime, che determineranno l’inammissibilità dell’appello e sono state fatte in modo strumentale per precludere l’accesso all’appello e ridurre il numero dei processi che sono pendenti. In buona sostanza si priva le persone più deboli, gli irreperibili, quelli difesi d’ufficio, del secondo grado di giudizio. È una cosa di una gravità assoluta”.
“L’ulteriore motivo dell’astensione è poi l’emergenza carcere, abbiamo dieci suicidi dall’inizio dell’anno, dieci suicidi, e l’Unione delle camere penali invoca i provvedimenti di clemenza ormai da anni che purtroppo, è impopolare dirlo, sono l’unico rimedio per sopperire al sovraffollamento delle carceri, e quindi amnistia e indulto sono assolutamente necessari in questo momento”.

