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Avrebbe coperto il nipote omicida, chiesto il processo per la nonna di Andrea Landolfi

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Mirella Iezzi e Andrea Landolfi

Nonna Mirella Iezzi col nipote Andrea Landolfi


Ronciglione – Morte di Maria Sestina Arcuri, al via l’udienza preliminare per Mirella Iezzi per la quale lo scorso 5 maggio ha chiesto il rinvio a giudizio il procuratore capo Paolo Auriemma. L’anziana comparirà nei prossimi giorni davanti al gup Savina Poli del tribunale di Viterbo.

È la nonna ultraottantenne di Andrea Landolfi, accusata dalla procura della repubblica di Viterbo di abbandono di minore, omissione di soccorso e di avere mentito al pubblico ministero per coprire il nipote, il pugile romano 34enne condannato lo scorso 9 novembre a 22 anni di carcere in via definitiva per il femminicidio della fidanzata. 

Vittima di omicidio volontario e omissione di soccorso, secondo la condanna, la parrucchiera 26enne originaria di Nocara in provincia di Cosenza, deceduta all’ospedale di Belcolle due giorni dopo essere precipitata dalle scale della casa di Ronciglione dell’anziana, dove la coppia stava trascorrendo il weekend col figlioletto di lui, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019. 


Maria Sestina Arcuri

Maria Sestina Arcuri


Mirella Iezzi, secondo la procura, deve rispondere di abbandono di minore, per essersene andata dall’abitazione nel cuore della notte, dopo che Landolfi l’aveva colpita con un pugno, lasciando il piccolo in balia del padre.

È inoltre imputata di omissione di soccorso perché “nonostante l’importante trauma provocato da Andrea Landolfi a Maria Sestina Arcuri, che nell’immediato rigettava e perdeva sangue dall’orecchio, usciva dalla propria abitazione omettendo di prestare l’assistenza occorrente ovvero di chiamare immediatamente i soccorsi sanitari; impedendo, attraverso la condotta omissiva, di prestare soccorsi adeguati alla gravità delle lesioni cagionate, ivi compresa quella di soccorrere attraverso elisoccorso al fine di consentire il ricovero in ospedale altamente specializzato”.

Potenziale parte civile contro la bisnonna Mirella Iezzi è quindi il pronipote minorenne, figlio di Landolfi, che aveva poco più di 5 anni all’epoca dei fatti e in autunno compirà 11 anni. Tra le parti offese individuate dalla procura ci sono poi i familiari di Sestina, che potrebbero costituirsi parte civile contro la donna. Sono il padre Natale, che ha compiuto 61 anni lo scorso dicembre; la madre Caterina Acciardi, 58 anni; i fratelli Domenico e William di 35 e 27 anni.

L’84enne è inoltre accusata di avere mentito al pubblico ministero, durante le indagini, rendendo false dichiarazioni sulla dinamica dei fatti, durante l’interrogatorio in procura dell’8 marzo 2019, “allo scopo di sminuire le responsabilità del nipote, riferiva false circostanze in ordine agli orari, cercando anche di giustificare le proprie argomentazioni citando orari di trasmissioni televisive; in ordine alla dinamica dei fatti sostenendo che la Arcuri fosse scivolata dalla scale insieme al nipote; in ordine alla condizioni di salute di Maria Sestina Arcuri, affermando che la stessa stesse bene e che non avesse bisogno di alcun soccorso; in ordine ad un colpo infertole dal nipote Andrea Landolfi Cudia, a seguito del quale subiva la lesione di tre costole e che giustificava, però, ora a seguito di una precedente caduta, ora per aver sbattuto contro il tavolo della cucina”.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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