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Caso Ilaria Salis, in aula entra incatenata e con un guinzaglio per tenerla sotto controllo

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Ilaria Salis

Ilaria Salis

Ilaria Salis entra in aula incatenata

Ilaria Salis entra in aula incatenata

Budapest – Caso Ilaria Salis, in aula entra incatenata e con un guinzaglio per tenerla sotto controllo.

A Budapest, parte il processo a Ilaria Salis, 39enne milanese, incarcerata in Ungheria lo scorso febbraio per aver aggredito due estremisti di destra durante una manifestazione in città. Imputati anche due tedeschi.

La donna è stata portata nell’aula del tribunale ungherese con mani e piedi legati, tenuta per una catena e sorvegliata su una panca per tutta la durata dell’udienza da due agenti di un corpo speciale della polizia penitenziaria.

La 39enne rischia fino a 16 anni di reclusione con l’accusa di lesioni aggravate ai danni dei due neonazisti il giorno dell’Onore. Ma la donna non si ritiene colpevole e si dichiara innocente. “Non ho mai potuto visionare i materiali dell’accusa – ha sottolineato la detenuta -, non sono mai stati tradotti né in lingua inglese né in italiano”.

Guariti in pochi giorni, come riporta Tgcom24, i due aggrediti non avrebbero sporto denuncia. “Non c’è nessuna prova nei confronti della donna”, così avrebbe ribadito la difesa. “Nel video dell’attacco diffuso dall’accusa – riporta Tgcom24 -, Salis non è riconoscibile”. Tutte le ipotesi, però, continua ad essere al vaglio degli inquirenti.

“Mia figlia viene trattata come un animale. Stiamo parlando di una pena estremamente gravosa che non ha corrispettivo con la realtà dei fatti”, ha incalzato il papà della detenuta alla stampa dopo averla vista in aula per l’udienza in quelle condizioni.

Dopo le dure immagini su come Salis è stata condotta in aula e per le condizioni di detenzione della carcerata, come segno di protesta il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dato disposizioni al segretario generale della Farnesina Riccardo Guariglia di convocare l’ambasciatore ungherese a Roma.

Parallelamente, martedì l’ambasciatore d’Italia in Ungheria effettuerà un passo presso le autorità ungheresi.

Il processo è stato rinviato al 24 maggio.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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