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Orte – C’è anche un viterbese nelle intercettazioni dell’indagine su Tommaso Verdini e il socio di minoranza Fabio Pileri.
Si tratta di un manager originario di Orte, Omar Mandosi, 49 anni il prossimo 30 giugno, iscritto all’albo dei consulenti del lavoro di Viterbo – va detto subito non indagato e estraneo alla maxinchiesta “Anas” – che all’epoca era funzionario di Anas International Enterprise Spa, cui sarebbe stata promessa una nomina importante.
Ebbene Pileri, in particolare, parlerebbe di molti manager pubblici, tutti non indagati, che sarebbero tuttora in carica nel settore di competenza del ministro Matteo Salvini.
Tra gli “amici” di Pileri ci sarebbe l’ex funzionario di Orte, fresco di incarico di direttore risorse umane presso la società di progettazione del ponte sullo stretto di Messina, risalente all’estate scorsa.
Secondo l’accusa, i clienti della Inver srl, società di Denis e Tommaso Verdini e Fabio Pileri, che risultavano “consulenti”, avrebbero avuto appalti assicurati. Importi di centinaia di milioni di euro. Perché i tecnici Anas, che gestivano le gare, a quei clienti “speciali” avrebbero consegnato in anticipo i capitolati e le informazioni riservate, assicurando interventi decisivi. In cambio avrebbero ottenuto incarichi, anche extra,
Per i pm gli imprenditori avrebbero pagato Verdini jr e Pileri per vincere appalti Anas e i funzionari sarebbero stati così gentili con i due e le imprese da loro raccomandate perché avrebbero sperato in aiuti per la carriera.
All’ex funzionario di Orte, nel 2022, Pileri avrebbe parlato al telefono di diversi personaggi finiti nell’inchiesta, presenti la sera prima a una cena al ristorante con lui e Tommaso Verdini, raccomandati al capo del personale come persone da ricollocare o confermare.
E sempre all’attuale supermanager viterbese, all’epoca distaccato ad Anas International Enterprise Spa, avrebbe rivelato ulteriori particolari, aggiungendo: “Amo parlato di tante cose, amo parlato pure de te”. In quel clima, insomma, Pileri avrebbe raccomandato il viterbese: “Poi ho parlato de te”.
Mandosi, secondo quanto emerso, sarebbe stato in pole per diventare manager di una struttura all’estero. Sarebbe stato per l’appunto lui stesso a parlarne con Pileri in una conversazione a due: “Forse ci giochiamo qualche carta per diventare i responsabili di tutto l’estero”, confiderebbe Mandosi. Un’aspettativa che sembrerebbe coincidere con le strategie della Inver.
Pileri gli avrebbe anche spiegato la sua idea di Anas: “Le gare le vinco con i marescialli non le vinco con loro eh! Sappi questo, ho vinto, pure adesso un accordo quadro importante, 60 milioni, le gallerie, quindi a me non me ne frega un cazzo… centro Italia, sto bene, per i prossimi 10 anni, te la dico però… a me chi cazzo me sente al telefono non me ne frega un cazzo, cioè non le vinci con (…), le vinci con il marescialletto eh! Lo sai come funziona? Eh… lo sai bene”.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
