Fabrica di Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Sulla possibilità che nel territorio della Tuscia venga collocato il deposito di scorie nucleari nazionali si è sollevato un vespaio di polemiche, tutti stanno cavalcando l’onda della protesta, cittadini, amministratori…tutti a difesa della salute dei cittadini (o del consenso?)…che bravi.
Ma non tutti sanno che nel nostro territorio la radioattività rappresenta un pericolo da molto tempo sottovalutato e per il quale non sono mai state prese misure adeguate.
L’uranio naturale e tutti gli elementi della sua catena di decadimento, sono presenti con concentrazioni più o meno elevate nei tufi e nelle pozzolane della provincia.
Nessuno si è mai preoccupato di controllare preventivamente il livello delle emissioni dei suddetti materiali prima che questi entrassero nelle case.
Percorrendo la strada s.p. Massarella a bordo dell’auto in movimento, all’ altezza di una dismessa cava di pozzolana, il mio rivelatore a scintillazione impazzisce, cosi come in una vecchia cava di pozzolana a Vallerano. Abbiamo utilizzato ed utilizziamo ancora dei materiali edili che rendono le abitazioni estremamente pericolose per la salute.
Uno dei “figli” più pericoloso dell’ Uranio è il radon, da noi abbonda sia per l’uso dei materiali suddetti, sia perché sale naturalmente verso l’alto dalla terra.
Particolarmente pericolosi sono gli interrati perché essendo un gas radioattivo inerte e pesante, lì rimane per qualche giorno per poi decadere in altri elementi solidi, pulviscolo radioattivo.
A causa della peculiarità della zona, dovevano essere previsti, già da tempo, adeguati sistemi di ventilazione naturale o forzata degli edifici e sistemi di isolamento per le fondazioni, soprattutto per gli interrati.
Il radon e gli elementi in cui decade, sono principalmente emettitori di particelle alfa, tanto innocue a contatto con la pelle, tanto letali se vengono inalate, diciamo che il pavimento di un interrato di una generica villetta a schiera, non è il miglior posto dove far gattonare un bambino, sarebbe più sicuro farlo giocare sopra la struttura del tanto contestato deposito nazionale di scorie nucleari.
Chiunque può andare sul sito della Sogin per farsi un’ idea della struttura, personalmente non capisco i timori che ha suscitato, se poi oltre a portare lavoro, fossero disposti ad effettuare degli investimenti per ridurre i rischi connessi alla presenza del radon nelle abitazioni, la salute collettiva ne trarrebbe un enorme vantaggio.
Fabio Balzerano
