Viterbo – (sil.co.) – Discarica di inerti all’interno di una cava di pozzolana in località Piano del Casalone, a due chilometri dalla necropoli di Norchia: la società Degater srl di Viterbo ci riprova. A distanza di nove anni da quando nel 2015 la regione Lazio diede parere negativo alla valutazione di impatto ambientale del progetto, l’attuale iter è arrivato alla fase dell’avviso pubblico, consultabile da ieri sull’albo pretorio del comune. Il pubblico e i soggetti interessati hanno trenta giorni di tempo per presentare osservazioni in merito all’intervento.
Viterbo – Norchia – Le due tombe a tempio
Il sito è a circa 13 chilometri dal capoluogo e a 8 da Vetralla. La discarica dovrebbe lavorare per circa 260 giorni l’anno, con 12 viaggi al giorno di mezzi pesanti tra ingressi e uscite.
Nel 2012, la società Degater aveva presentato un progetto per realizzare un’area di raccolta e smaltimento rifiuti speciali non pericolosi. Tra le ragioni del diniego espresso a suo tempo dalla Regione contro la realizzazione dell’impianto, la presenza a due chilometri della necropoli etrusca di Norchia e la viabilità inadeguata. Si opposero anche agricoltori e allevatori della zona.
La Soprintendenza, nel frattempo, lo scorso settembre ha comunicato come il sito oggetto di intervento sia “caratterizzato per la sua morfologia pianeggiante e con una vocazione prettamente agricola e di turismo legato alle medesime attività agricole” e come sotto il profilo della tutela archeologica l’impianto in progetto interessi “porzioni di territorio che, se pure non direttamente sottoposte a provvedimenti di vincolo archeologico e non interessate da procedimenti di tutela in itinere, presentano un elevatissimo potenziale archeologico, come chiaramente risulta dalla bibliografia scientifica”.
Preso atto della proposta progettuale, quindi, la Soprintendenza, “al fine di ridurne l’impatto visivo e paesaggistico e in considerazione degli aspetti archeologici”, chiede prescrizioni da seguire “riguardo i sondaggi archeologici preventivi, la messa a dimora di specie autoctone quali opere vegetazionali per le mitigazioni ambientali e pertanto, chiede che tutti i lavori, prescritti, dovranno essere opportunamente documentati”.
Tra gli enti interessati, è arrivato a marzo il parere favorevole della Asl di Viterbo per la parte igienico sanitaria, con alcune condizioni. Ad aprile, invece , è stata la volta del parere favorevole di screening dell’area protezione e gestione della biodiversità della regione.
