- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Discepola manipolata dal santone: “Fui catturata dalla sua personalità e dalle cose che diceva”

Condividi la notizia:


Pasquale Gaeta

Pasquale Gaeta

Da sinistra, Sergio Caruso, Virginia Adamo e Vincenzo Dionisi

Da sinistra, Sergio Caruso, Virginia Adamo e Vincenzo Dionisi

Acquapendente – Santone di Acquapendente, per la difesa la presunta vittima 25enne di Pasquale Gaeta sentita in tribunale durante l’udienza fiume di martedì sarebbe stata consenziente all’epoca dei fatti, avvenuti nel 2018, quando la giovane era appena maggiorenne e Pasquale Gaeta aveva 60 anni.

A sollevare la questione in aula è stato l’avvocato Domenico Gorziglia. Ma la giovane ha detto pure che maestro Lino, accusato inoltre di esercizio abusivo della professione, si era spacciato con lei per uno psicologo. E ha raccontato di come sia stato lo stesso imputato, che deve rispondere anche di maltrattamenti in famiglia, a dirle di avere cacciato dalla comunità Qneud la figlia oggi trentenne di Virginia Adamo, su suggerimento dell’angelo, perché si era fidanzata con un ragazzo del posto. assistendo a violenti litigi tra la ragazza, il santone e la moglie.

Senza contare i particolari scabrosi relativi a croci, uova da vagina, imbuti per l’urina, “acquasanta” e “gongolo” per liberare l’energia attraverso pratiche sessuali. Nonché il portarsi a letto discepole nude, chiedendo loro di masturbarsi mentre lui guardava, i giuramenti delle vocanti, i matrimoni iniziatici, il definirsi messia. Non ultimo il terremoto che avrebbe raso al suolo Acquapendente, oltre al proposito di trasferire la comunità nella villa dove nel 2011 si era consumata la tragedia familiare di un uomo che aveva ucciso moglie e figlio prima di suicidarsi, “per salvare l’anima del bimbo morto”. E chi più ne ha, più ne metta. 

Gaeta, che vivrebbe tuttora con la moglie bidella nella casa di via Onanese dove sarebbero avvenuti i fatti, all’ultima udienza del processo non si è presentato. C’erano invece Virginia Adamo, parte civile con l’avvocato Vincenzo Dionisi, mentre non si è costituita la figlia che, sentita cinque anni fa in sede di incidente probatorio, ha negato di essere mai stata vittima di abusi, pur essendo  stata individuata come parte offesa dalla pm Paola Conti, avendo nominato un legale del foro di Roma, che martedì così come lei non si è presentato in aula. 

Al fianco di mamma Virginia e dell’avvocato Dionisi c’era invece come sempre il consulente di parte professor Sergio Caruso, criminologo esperto di dinamiche settarie.

Virginia Melissa Adamo, nel frattempo, con l’associazione Manisco World di cui è fondatrice e presidente, in seguito alla “perdita” della figlia, sta portando avanti un progetto di legge per sconfiggere l’abuso di mezzi di manipolazione mentale, e far conoscere al grande pubblico il pericolo rappresentato dalle psicosette. assieme a un team di professionisti, coadiuvato dall’avvocato napoletano Luigi Ferrandino. 

“Il processo contro Pasquale Gaeta – ricorda  il professor Sergio Caruso – è il primo processo in Italia sulla pericolosità dei fenomeni settari, quaranta anni dopo l’abolizione del reato di plagio”.

Caruso torna a invitare la gente a diffidare. “Invito le persone a diffidare da tutti quei percorsi psicologici che prevedono il coinvolgimento sessuale – spiega a Tusciaweb – e dire ad alta voce in carattere cubitale che non c’è nessuna pratica della psicologia della psicoterapia che preveda il coinvolgimento sessuale anzi i pazienti le pazienti devono diffidare da questi soggetti perché sicuramente non sono psicologi e nemmeno medici”.

L’imputato sarebbe stato presentato ad almeno quattro ragazze poi diventate “discepole” da un insegnante di teatro, che a sua volta avrebbe instaurato con le stesse relazioni sentimentali prima di raccomandare loro Gaeta.

“Me ne aveva parlato molto bene e me lo aveva descritto come un maestro spirituale, una guida, un profondo conoscitore dell’animo umano – ha spiegato martedì al collegio la 25enne di Bologna che lo ha denunciato e si è costituita parte civile, sostenendo che il santone abbia fatto leva su di lei, approfittando delle sue fragilità tra i 17 e i 18 anni – io in quel periodo attraversavo un momento molto difficile: mi sentivo insicura, avevo problemi con i genitori e con la scuola, ero in difficoltà con gli amici e nelle relazioni sentimentali”.

A quei tempi la ragazza sarebbe stata talmente in crisi da avere perfino smesso di suonare il violino, strumento che suonava dall’età di quattro anni.

“Gaeta mi colpì molto – ha proseguito  davanti ai giudici – sembrava possedere una vasta cultura, citava autori, libri e aveva una notevole capacità dialettica; spaziava dalla psicologia al teatro, alla filosofia, astrologia, matematica, musica, meditazione, spiritualità. Fui catturata dalla sua personalità e dalle cose che diceva”.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: