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Fabio Cavini: “Le risposte che diamo spesso non sono soddisfacenti”

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Viterbo – “Le risposte che diamo spesso non sono soddisfacenti”. Parola di Fabio Cavini, il marito della sindaca Chiara Frontini. Interviene anche lui alla riunione che la sindaca ha tenuto alle terme Salus il 23 novembre novembre scorso. Con loro alcuni assessori, consiglieri e iscritti di Viterbo 2020. Per definire la nuova strategia dell’amministrazione e del movimento che la sostiene.

Fabio Cavini. Dopo la vittoria elettorale di Frontini a giugno del 2022 pare abbia detto a Marco Bruzziches che sarebbe andato “a giocare a golf”, cioè che non si sarebbe interessato delle vicende politico-amministrative della giunta guidata dalla moglie. Ma a quanto pare così non è stato.


Fabio Cavini

Fabio Cavini


“Oggi siamo qui – testuali parole di Cavini durante la riunione – perché cerchiamo di capire cosa si risponde alla signora Maria”. La signora Maria è il cittadino viterbese medio.

“Per fare questo – ha proseguito Cavini – ci sono varie azioni da fare sia dal punto di vista amministrativo sia dal punto di vista organizzativo di movimento. È evidente che il tema che sollecitiamo questa sera è capire che tipo di movimento vogliamo fare. Prima di superare la fase del “tutto è possibile” e diventare dirigenti che hanno una mentalità di governo, dobbiamo dare delle risposte. Risposte che in parte vengono date ma che spesso non sono soddisfacenti. Per questo siamo qui. Siamo qui perché dobbiamo colmare quel gap, che spesso c’è, tra le amministrazioni e i suoi cittadini”.


Chiara Frontini con Fabio Cavini

Chiara Frontini con Fabio Cavini


Per recuperare terreno “la sindaca per prima – ha spiegato Cavini – si metterà in prima linea. Con la segreteria abbiamo organizzato un incontro capillare in un anno su tutto il territorio dove Chiara andrà nei negozi e nei comitati cittadini. Lo stiamo facendo da un mese. E per fare tutto questo ci vuole il tempo e soprattutto va fatto bene, senza ammazzare il dibattito e senza avere la fretta di stare 5 minuti in più dentro a un negozio. Questa è una delle cose per dare risposte alla signora Maria”.


Chiara Frontini e Fabio Cavini

Chiara Frontini e Fabio Cavini


C’è poi un’altra necessità. “Capire che forma ci vogliamo dare – ha spiegato Cavini -. Che cosa vogliamo fare del movimento. Perché è arrivato il momento di azionarlo, dagli una visione e un senso estremamente pratico. Perché il nostro essere movimentisti lo è stato per 11 anni e lo deve essere anche ora che stiamo al governo della città. E per questo motivo bisogna organizzarci”.

Servono quindi “metodi semplici, facili e attuabili. Fare poco – ha sottolineato Fabio Cavini -, ma fatto bene. Poco non in termini di quantità ma di quello che si fa. Perché è più importante che 100 persone come voce parlano, raccontando quello che sta facendo l’amministrazione, e come orecchio riportano quello che pensano dell’amministrazione, che fare tutta una serie di sovrastrutture novecentesche, rigide e strutturate che poi dopo non vanno a soddisfare le necessità che tutti noi e i cittadini abbiamo”.

“Un’altra regola che ci dobbiamo dare – ha concluso infine Cavini nel suo intervento all’incontro del 23 novembre -, oltre ai focus sulle questioni importanti, sono delle riunioni specifiche in cui ci si dà un obiettivo, si apre una discussione che la sindaca chiude, uscendo infine con qualcosa di concreto. Noi non dobbiamo fare esercizio di stile, ma avere una concretezza di fondo che un movimento civico è chiamato a fare”.

Daniele Camilli


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