Viterbo – Polizia
Viterbo – Nella mattinata di mercoledì scorso, un equipaggio dell’ufficio Prevenzione generale e Soccorso pubblico della questura di Viterbo, mentre era impegnato a svolgere un servizio di vigilanza disposto dal questore di Viterbo in zone della città con maggiore presenza di esercizi pubblici, ha intercettato due giovani che si stavano allontanando a bordo di un veicolo, con fare sospetto, dalla zona del centro commerciale “Il Globo” di Viterbo.
“Alla vista degli agenti – fanno sapere dalla questura – gli stessi cercavano di sottrarsi al controllo, ma l’atteggiamento furtivo non sfuggiva ai poliziotti che, attuate le dovute condizioni di sicurezza, li fermavano e identificavano compiutamente per due, di origine rom, provenienti dalla città di Ferrara e con numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.
Di lì a poco, è arrivato il titolare di un negozio che ha riconosciuto nei due gli autori del furto perpetrato all’interno del suo locale commerciale. In effetti, da un sommario controllo sull’autovettura, celata sotto i sedili è stata rinvenuta la refurtiva consistente in apparecchiatura elettronica di videogiochi, che è stata prontamente recuperata e restituita al legittimo proprietario.
Per i due ladri 28enni, invece, si sono aperte le porte della questura dove sono stati accompagnati e denunciati all’autorità giudiziaria, per furto. Inoltre, considerata la loro condotta illegale e che non hanno né domicilio o altro interesse a Viterbo, sono stati rimpatriati con ordine del questore di Viterbo alla città di residenza, con divieto di ritornare a Viterbo per un periodo di tre anni.
Il mezzo con il quale gli stessi erano arrivati a Viterbo, noleggiato presumibilmente per garantirsi un maggiore anonimato, è stato sequestrato e messo a disposizione della magistratura inquirente, anche per accertare il suo utilizzo per altri furti commessi anche in altre località”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
