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Sant’Angelo Lodigiano – Giovanna Pedretti morta per annegamento.
È stata eseguita l’autopsia sul corpo di Giovanna Pedretti, la ristoratrice di Sant’Angelo Lodigiano trovata senza vita domenica scorsa nel fiume Lambro dopo il discusso caso della recensione omofoba.
Secondo l’esame autoptico a causare la morte della ristoratrice, l’annegamento nelle acque del fiume. Sulla salma della donna, sono state riscontrate anche ferite da arma da taglio su polsi, braccio, gamba e collo, ma quelle sono ritenute superficiali.
Intanto i carabinieri cercano di risalire all’identità del computer o dello smartphone dal quale sarebbe partito il post contro gay e disabili. I militari, in una nota, hanno spiegato che sabato 13 gennaio hanno convocato in caserma la signora Pedretti con riferimento ad una recensione pubblicata su Google, e poi rimossa, da un anonimo cliente del suo ristorante.
La donna è stata sentita nel pomeriggio dello stesso giorno come persona informata sui fatti, quale potenziale vittima dell’intera vicenda. Il colloquio è durato pochi minuti nei quali ha confermato il contenuto della recensione, ma non era in grado di fornire ulteriori dettagli sull’identità del cliente. Nella mattinata di domenica 14 gennaio è stata rinvenuta priva di vita.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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