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Irene Shashar: “Dopo il 7 ottobre l’antisemitismo è tornato in Europa”

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Bruxelles – “Io ho un sogno. Nel mio sogno gli ebrei trovano sicurezza ovunque scelgano di vivere, e l’antisemitismo è finalmente relegato nel passato”. Irene Shashar, sopravvissuta nel 1942 alla reclusione nel ghetto di Varsavia, è intervenuta stamattina al parlamento europeo durante la sessione plenaria dedicata al Giorno della memoria.

Irene Shashar, sopravvissuta all'Olocausto

Irene Shashar, sopravvissuta all’Olocausto


Nel corso della solenne seduta svoltasi giovedì mattina nel parlamento di Bruxelles, Shashar ha raccontato commossa la sua storia: l’uccisione del padre da parte dei nazisti, la fuga dal ghetto insieme alla madre attraverso le fogne di Varsavia, l’attesa della fine della guerra e poi la nuova vita in varie parti del mondo: Francia, Perù, Stati Uniti e Israele.

“Sono sopravvissuta agli orrori nazisti vivendo per anni nella fame e nella paura – ha dichiarato -. Io sono sopravvissuta e Hitler non ha vinto. Ma guardandomi intorno ora, noto che l’odio del passato è ancora con noi, e l’antisemitismo è rinato più forte di prima dopo il 7 ottobre”.

Dopo la sua testimonianza, Shashar ha rivolto agli europarlamentari un appello alla pace e alla convivenza senza conflitti, in particolare in Medio Oriente. Questa parte del suo intervento in parlamento richiama volutamente il celebre discorso del 1963 di Martin Luther King “I have a dream”, simbolo della lotta contro la segregazione razziale e il sogno di un mondo di eguaglianza, fratellanza e libertà per tutti.

“Io ho un sogno – ha affermato la sopravvissuta -. In questo mio sogno i miei figli, i figli di tutti voi, tutti, bambini, adulti e anziani, vivono in un mondo pacifico, in un Medio Oriente senza conflitti e libero dagli odi. In questo mio sogno gli ebrei trovano sicurezza ovunque scelgano di vivere, Israele, Europa o qualunque altra parte del mondo. In questo mio sogno l’antisemitismo è finalmente relegato nel passato. In questo mio sogno il “mai più” del dopo olocausto significa veramente “mai più”, nella sua totalità”.

La conclusione del discorso di Irene Shashar è stata una forte richiesta di impegno collettivo, condizione necessaria per vincere l’odio contro gli ebrei in tutte le parti del mondo.

“Io ho vinto contro Hitler e alla fine sono tornata a casa – ha terminato il suo discorso -, ma ora i miei nipoti devono lottare ogni giorno per la loro sopravvivenza, e gli ebrei di oggi hanno nuovamente paura di vivere in Europa. Quindi lancio a voi, deputati del parlamento europeo, un accorato appello: aiutatemi a far avverare il mio sogno. L’unico modo per riuscirci è impegnarsi tutti insieme”. 


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