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Mafia viterbese, sorveglianza speciale per i fratelli Patozi

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Mafia a Viterbo - Shklezen Patozi

Mafia a Viterbo – Shklezen Patozi

Mafia a Viterbo - Spartak Patozi

Mafia a Viterbo – Spartak Patozi

 

Fabio Zampaglione

Fabio Zampaglione

Viterbo – Mafia Viterbese, sorveglianza speciale per i fratelli Patozi.

Nei giorni scorsi il Tribunale di Roma – Sezione misure di prevenzione ha emesso la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di Ps nei confronti di due soggetti di origine albanese, Spartak Patozi e Shkelzen Patozi, in passato residenti a Viterbo e attualmente ristretti presso due case di reclusione del Nord Italia.

“I predetti  – si legge nella nota della questura di Viterbo – erano stati condannati perché coinvolti nell’operazione “Erostrato”, portata a termine dai carabinieri di Viterbo, che consentì di scardinare tempo addietro un’organizzazione criminale operante con metodi mafiosi in questo capoluogo.

In particolare i due avevano coadiuvato i vertici dell’organizzazione criminale compiendo azioni intimidatorie e violente, compiute anche con l’utilizzo delle armi, per costringere i gestori di attività commerciali concorrenziali a cessare l’attività o a venire a patti con l’associazione criminosa.

In diversi casi si erano addirittura messi a disposizione per portare a termine spedizioni punitive a scopo intimidatorio – prosegue la nota della questura -. I provvedimenti sono stati notificati dal personale della polizia penitenziaria in servizio presso le case di reclusione dove i due albanesi sono tutt’ora ristretti”.

Entrambe le misure di prevenzione della sorveglianza speciale, emesse a seguito di una scrupolosa istruttoria  effettuata dal personale della polizia di Stato della divisione anticrimine su richiesta del questore di Viterbo, avranno decorrenza dal momento della scarcerazione dei due soggetti,  obbligandoli per due anni a non rincasare dopo le 21, a non uscire dall’abitazione prima delle 7, a non partecipare a riunioni pubbliche senza il permesso dell’autorità giudiziaria e a non frequentare pregiudicati e persone sottoposte a misure di prevenzione e sicurezza.

L’inosservanza delle prescrizioni e degli obblighi della sorveglianza speciale è punita con l’arresto da tre mesi ad un anno.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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