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“Mai abusato di mia sorella, mi occupavo solo di lei dopo la morte della mamma…”

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Il pubblico ministero Paola Conti

Il pubblico ministero Paola Conti

L'avvocato Remigio Sicilia

L’avvocato Remigio Sicilia

Viterbo – “Mai abusato di mia sorella, semplicemente mi occupavo di lei dopo la morte della mamma”. Ha negato di avere mai maltrattato o violentato la sorella il trentenne residente in un centro dei Cimini arrestato martedì dai carabinieri e condotto a Mammagialla, dove ieri ha risposto alle domande del gip durante l’interrogatorio di garanzia fornendo una diversa chiave di lettura dei fatti contestati. Chiesta la revoca della misura, mentre la presunta vittima, che si è rivolta a un centro antiviolenza, è stata trasferita in una località protetta.

È il trentenne residente in un centro dei Cimini arrestato martedì dai carabinieri e condotto a Mammagialla dopo l’accoglimento da parte del gip Rita Cialoni della richiesta di misura di custodia cautelare della pm Paola Conti.

Assistito dall’avvocato Remigio Sicilia, l’indagato, con precedenti per droga, ha risposto alle domande del giudice Cialoni, che lo ha sentito in carcere, dove al termine dell’interrogatorio di garanzia, durato circa un quarto d’ora, la difesa ha ritenuto che l’arrestato avesse fornito elementi chiarificatori sufficienti a chiedere la revoca della misura, istanza sulla quale il magistrato si è riservato.

Il trentenne avrebbe spiegato di essersi occupato con il padre di seguire la sorella più piccola dopo la morte della madre, essendosi la  sorella più grande trasferita altrove con la sua famiglia dopo il matrimonio.

I fatti contestati risalirebbero al 2022, quando la presunta vittima, che dopo avere chiesto aiuto a un centro antiviolenza è stata trasferita in una località protetta, sarebbe stata appena maggiorenne, tanto che uno degli episodi a sfondo sessuale contestati al fratello potrebbe essere avvenuto quando era ancora minorenne.

L’indagato, negando ogni addebito, avrebbe ammesso le difficoltà a “contenere” l’esuberanza della sorella, che si sarebbe preoccupato di indirizzare verso attività lavorative, iscrivendola anche a corsi professionali e facendole prendere la patente. 

“Pur non convivendo con la sorella e il padre – sottolinea il difensore Sicilia – il mio assistito è sempre stato molto presente nella vita della giovane, anche telefonicamente, fornendo un sostegno concreto al genitore, afflitto da una problematica di salute per cui bisognoso a sua volta di aiuto nella gestione della figlia dopo la scomparsa della moglie. Riteniamo plausibile che per la ragazza potesse rappresentare un ‘peso’, un ostacolo al suo desiderio di libertà e di emancipazione dalla famiglia d’origine”. 

Secondo quanto emerso dalle indagini, il trentenne avrebbe avuto un comportamento morboso nei confronti della sorella, con episodi di molestie che avrebbero incluso palpeggiamenti e carezze indesiderate. Il contesto in cui sarebbe maturata la denuncia, invece, secondo la difesa chiarirebbe la posizione del trentenne, il quale avrebbe chiarito le condotte da cui sono scaturite le accuse di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della sorella ventenne. 

Silvana Cortignani


– Maltrattamenti e violenza sessuale sulla sorella più piccola, arrestato giovane


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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