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Viterbo – Maltrattamenti e violenza sessuale sulla sorella più piccola, arrestato giovane.
Un trentenne residente nella provincia di Viterbo è stato arrestato con l’accusa di aver compiuto atti di violenza sessuale e maltrattamenti nei confronti della sua sorella minore, di appena vent’anni. Le indagini hanno rivelato che il fratello maggiore aveva iniziato a manifestare un comportamento morboso nei confronti della sorella, con episodi di molestie che includevano palpeggiamenti e carezze indesiderate. Gli abusi, avvenuti all’interno della loro abitazione, hanno spinto la giovane vittima a cercare aiuto in un centro anti-violenza locale, dove è stata supportata da volontari e avvocati nel raccontare la sua difficile situazione.
Grazie all’assistenza ricevuta, la ragazza ha trovato il coraggio di presentare una denuncia formale ai carabinieri, che hanno informato la procura. A seguito di ciò, il giudice Rita Cialoni ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dell’uomo, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia. Il fratello, conosciuto dalle autorità per precedenti reati legati al possesso di sostanze stupefacenti, è stato trasferito al carcere di Mammagialla.
Per garantire la sicurezza della vittima, le è stato fornito un rifugio in un luogo sicuro e lontano dalla provincia di Viterbo. La decisione di allontanarla dalla zona di residenza è stata presa anche per evitare qualsiasi tentativo da parte dell’indagato di contattarla o raggiungerla. Nel frattempo, la giovane donna ha già fornito la sua testimonianza alla procura, ripercorrendo le violenze e i maltrattamenti subiti, e per il momento non è richiesta la sua presenza in tribunale. L’arresto è stato eseguito martedì pomeriggio, con un significativo dispiegamento di forze dell’ordine presso la residenza dell’uomo per assicurare che l’operazione si svolgesse senza problemi.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
