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Mattarella: “La generazione Z è motivo di speranza per il nostro paese”

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Vercelli – “La generazione Z è vista disorientata, come estraniata dalla realtà, come quasi inerte, come rinunciataria. Sinceramente non so da dove possano uscire queste valutazioni così difformi dalla realtà, così gravemente sbagliate, sulla nostra giovane generazione. Personalmente penso che questa sia un motivo di speranza per il nostro paese”.

Vercelli - Il presidente Mattarella all'inaugurazione dell'anno accademico dell'università del Piemonte Orientale

Vercelli – Il presidente Mattarella all’inaugurazione dell’anno accademico dell’università del Piemonte Orientale


Così il presidente della repubblica Sergio Mattarella in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’università del Piemonte Orientale, che quest’anno compie 25 anni.

“Il rettore ha parlato di disorientamento che affiora tra i giovani del nostro tempo , ne ho parlato anch’io qualche giorno addietro – ha detto il capo dello stato -. La generazione Z è vista disorientata, anzi come estraniata dalla realtà, come quasi inerte, come rinunciataria. Sinceramente non so da dove possano uscire queste valutazioni così difformi dalla realtà, così gravemente sbagliate, sulla nostra giovane generazione. Personalmente penso – costantemente trovandone conferma – che questa sia un motivo di speranza per il nostro paese. E sono anche convinto che il disorientamento che realmente, talvolta, affiora, sia responsabilità di noi adulti”.

“Come potrebbero gli studenti sentirsi a loro agio, trovare parametri di riferimento, coordinate di comportamento nel mondo che oggi gli adulti presentano loro, in questo periodo? E, allora, qui, credo che, in questo momento storico, ritorna con grande forza, e va richiamato, il ruolo delle università, della formazione culturale; di quello che, poc’anzi, il rettore ha chiamato il mestiere più bello del mondo: quello di trasmettere cultura, sapere, conoscenza. Quello di rendere i giovani protagonisti, capaci di spirito critico, padroni della conoscenza per il futuro”.

“Difficile trovare un’espressione più significativa e pregnante – ha concluso -: fare emozionare gli studenti, trasmettendo loro cultura e conoscenza. Questo compito straordinario è affidato ai nostri atenei”.


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