Andrea Landolfi e Maria Sestina Arcuri
Ronciglione – Morte di Maria Sestina Arcuri, i familiari della 26enne vittima di femminicidio non si costituiranno parte civile contro la nonna di Andrea Landolfi. Anche se in realtà hanno ancora tempo fino a giugno per ripensarci.
È stata un’udienza lampo quella di questa mattina a carico di Mirella Iezzi, rinviata al prossimo 26 giugno per un vizio di notifica proprio alla nonna 84enne di Andrea Landolfi.
Il nipote è il pugile e operatore sociosanitario 34enne romano assolto in primo grado e poi condannato a 22 anni di carcere per il femminicidio della fidanzata nei due successivi gradi di giudizio, in via definitiva dalla cassazione lo scorso 9 novembre.
Mirella Iezzi e Andrea Landolfi
Mirella Iezzi, che non era presente, ha nominato nel frattempo un nuovo difensore di fiducia, l’avvocato Guido Giannini del foro di Roma, sostituito ieri da un collega di studio.
Oltre all’imputata, mancavano all’appello anche le parti offese, che potrebbero ancora chiedere di costituirsi parte civile. Tra loro il figlioletto di Landolfi, che oggi ha 11 anni, per il quale ieri non ha risposto all’appello la madre, che in teoria, visto il rinvio, è ancora in tempo per decidere di essere parte del processo per il figlio minore.
L’assenza che ha pesato di più è stata però quella dei genitori e dei due fratelli della vittima, assistiti contro Landolfi dall’avvocato Vincenzo Luccisano. “Non hanno voluto costituirsi parte civile – spiega Luccisano – la famiglia di Sestina non vuole chiedere risarcimenti alla signora Iezzi, che risponderà alla giustizia e alla sua coscienza per i reati che le vengono contestati in questa sede in cui è imputata”.
La mamma di Sestina, Caterina Acciardi, con l’avvocato Vincenzo Luccisano
La procura ha chiesto il rinvio a giudizio dell’anziana – testimone oculare dell’accaduto – per avere mentito al pm durante l’interrogatorio fiume in procura dell’8 marzo 2019, quando avrebbe rilasciato false dichiarazioni al pm per difendere il nipote.
È inoltre imputata di abbandono di minore e omissione di soccorso, questi ultimi due reati commessi secondo l’accusa la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019, quando uscì dalla sua casa di Ronciglione dopo essere stata picchiata da Landolfi, lasciando Sestina e il pronipote di 5 anni in balia di Andrea senza dare l’allarme.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


