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Omocausto, una mostra sullo sterminio dimenticato degli omosessuali

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Viterbo - Giancarlo Mazza, presidente dell’Altrocircolo–centro culturale di iniziativa omosessuale

Giancarlo Mazza, presidente dell’Altrocircolo–centro culturale di iniziativa omosessuale


Viterbo – Omocausto, lo sterminio dimenticato degli omosessuali. Una mostra per rendere omaggio a chi è stato imprigionato, perseguitato e ucciso per cancellare ciò che era e quello in cui credeva. In via Garbini a Viterbo, in occasione della Giornata della memoria in ricordo della Shoah, lo sterminio di 6 milioni di ebrei e 12 milioni di persone. Una mostra dedicata al popolo palestinese.


Viterbo - La mostra Omocausto

Viterbo – La mostra Omocausto


“Una mostra – ha detto Giancarlo Mazza dell’Altrocircolo–centro culturale di iniziativa omosessuale che ha organizzato l’iniziativa – dedicata allo sterminio degli omossessuali di cui troppo poco si parla e racconta. Un’esposizione che negli anni è stata ospitata in vari paesi del territorio e si è arricchita delle immagini dei campi di concentramento, scattate da Claudia Celli Simi e delle tavole illustrative Rosa Cenere”.



La mostra dell’Altro circolo vuole rendere omaggio alla memoria di migliaia di omosessuali perseguitati e sterminati durante il regime nazista. Come tutti gli elementi indesiderati anche per gli omosessuali si aprirono i cancelli dei campi di concentramento e vennero marchiati con un triangolo rosa. Destinazione campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau.


Viterbo - La mostra Omocausto

Viterbo – La mostra Omocausto


Un percorso all’interno di una tragedia dimenticata che vuole rendere omaggio alla memoria di un un milione persone sterminate, alle loro sofferenze, alle loro vite spezzate.


Viterbo - La mostra Omocausto

Viterbo – La mostra Omocausto


“Ogni anno, con lo stesso entusiasmo – spiega Giancarlo Mazza – mettiamo in scena la mostra con le parole dei sopravvissuti e le musiche dedicate a quanto successo. Il ricordo non ha solo uno scopo commemorativo, ma un monito al perché mai più qualcuno debba essere massacrato e ucciso per ciò che è. La nostra azione e lotta quotidiana sono al fianco di chi oggi è considerato ‘indesiderato’, che sia un singolo, un gruppo o un intero popolo. Quest’anno, la mostra è dedicata al popolo palestinese, da 70 anni emarginato e dimenticato e oggi, ridotto alla fame, imprigionato e ucciso. Non ci sono motivazioni economiche, etniche o di genere che possano giustificarlo. Se la Memoria ha un significato è perché mai più debba accadere e, oggi, che sta riaccadendo non possiamo sottrarci dal denunciare e protestare, per quanto insufficiente”.

Daniele Camilli


Fotogallery: La mostra Omocausto

 


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