Viterbo – Sul completamento della trasversale occorre essere ottimisti, mentre il deposito scorie nucleari per la Tuscia è improponibile. Mauro Rotelli, deputato FdI e presidente commissione Ambiente alla camera, guarda al 2024 e tira le somme del lavoro fin qui portato avanti. La collaborazione istituzionale col comune e il lavoro per un’alternativa quando si tornerà al voto, le elezioni provinciali con il centrodestra unito, ma anche le amministrative a partire da Tarquinia e poi le europee.
Mauro Rotelli
Mauro Rotelli, come si chiude questo 2023 per il governo Meloni?
“Si chiude con una legge di bilancio da approvare alla camera, un anno pieno di risultati e traguardi e alcuni obiettivi ancora da centrare. Il nuovo patto di stabilità, il record di occupati, l’inflazione sotto controllo, l’estesa rete di relazioni istituzionali internazionali sono solo alcuni di questi”.
La posizione assunta dal governo a livello europeo, in particolare sul Mes non rischia d’isolare l’Italia?
“Assolutamente no, la reazione dei mercati il giorno dopo ne è la riprova. Il Mes, così com’è adesso, all’Italia non serve e né servirà, all’Europa invece serve un’Italia forte e protagonista, come Giorgia Meloni sta rappresentando”.
Dalla commissione Ambiente alla Camera che lei presiede quali sono state le iniziative più significative che ricadono anche sul nostro territorio?
“Dal 9 novembre 2022 in poi, la commissione non ha avuto un attimo di sosta, anche ora abbiamo incardinato in decreto energia. Molte le misure importanti utili anche per il nostro territorio, come il nuovo codice degli appalti, una dei milestones del Pnrr o il decreto siccità con la nomina del commissario nazionale”.
Per la Trasversale qualcosa si muove. Il 2024 vedrà partire un altro pezzo di superstrada, per “superare” Monte Romano. Si sente ottimista, invece, sul completamento dell’opera?
“Dobbiamo essere tutti ottimisti, accompagnare e incoraggiare il completamento dell’opera. Affiancando il commissario straordinario, gli enti territoriali coinvolti e le rispettive comunità, la ripartenza del cantiere a primavera è molto importante, ma non esaustiva ora siamo veramente ad un passo dal completamento”.
La Tuscia sembra destinata a ospitare servitù, rifiuti, discariche e per ultima il deposito scorie nucleari, col numero di siti ritenuti idonei, “rischia” di trovare casa nel Viterbese. È così complicato individuare altre aree rispetto a chi ha già dato piuttosto che scegliere la strada ormai battuta?
“Ogni territorio deve fare la sua parte e sottolineo sua, sul ciclo dei rifiuti finalmente arrivano segnali incoraggianti dalla giunta Rocca, grazie al presidente e al lavoro di Daniele Sabatini e Valentina Paterna si sta finalmente invertendo la rotta, ogni provincia deve provvedere alle sue necessità, Roma in primis. Sul deposito delle scorie, dopo 11 anni di Sogin, l’attuale governo ha messo in piedi il sistema dell’autocandidatura con l’articolo 11 del decreto energia, che vuole chiudere questa partita, quella del deposito nazionale, per la Tuscia è semplicemente improponibile”.
A livello istituzionale, con l’amministrazione comunale a Viterbo c’è una collaborazione, basti pensare ai fondi che arriveranno per il Giubileo. Ma da un punto di vista politico, come valuta la situazione?
“Quando c’è l’interesse della città in cui sono nato e in cui vivo da 52 anni, non c’è alcuna differenza politica che tenga, si lavora insieme come per i fondi Giubileo o per la nuova organizzazione gestionale di Villa Lante, per le infrastrutture ed altro ancora. In consiglio comunale FdI è all’opposizione e lo fa sempre in modo attento ma anche propositivo, in questo mi sento di ringraziare Laura Allegrini, Antonella Sberna e Matteo Achilli, stiamo lavorando ogni giorno ad una valida alternativa alla giunta in carica, ci faremo trovare preparati”.
Proprio con il Giubileo sarà possibile portare a compimento interventi importanti. Qual è secondo lei il più significativo tra quelli finanziati?
“Sono 9,5 milioni di euro che mi auguro di vedere in opera il prima possibile. Quattro interventi importanti per altrettante incompiute, il collegamento semianello-Santa Barbara e il completamento delle scuderie Sallupara su tutte”.
Elezioni provinciali, ancora di secondo livello, stavolta il centrodestra ritiene che riuscirà ad andare compatto?
“Compatto e vincente, quando le si ritrovano persone e forze politiche affini non può che essere un bene anche per il territorio, abbiamo fin troppo pagato alcune sbandate. I risultati alle politiche e regionali e soprattutto il lavoro che si sta sviluppando a seguire deve avere una ricaduta e un coinvolgimento importante anche sugli enti territoriali, la data è fissata al 17 marzo prossimo”.
A Viterbo, l’amministrazione Frontini ha perso due esponenti di maggioranza, il centrodestra alle ultime comunali è uscito malconcio dall’esperienza Arena. Per quando si tornerà al voto, la coalizione ritiene che nel capoluogo sarà in grado di proporre una proposta credibile e forte?
“Il centrodestra ha la possibilità di presentarsi a ranghi compatti con competenze, energie e professionalità uniche in questo territorio. Il modello di alleanza politica nazionale e regionale ne è prova, non siamo tutti uguali e qualche discussione ci sarà pure tra noi, la mia personale esperienza di candidato all’uninominale racconta una presenza ramificata, forte e competitiva di tutte le forze del centro destra, Viterbo compresa. Il centro desta alle regionali ha raccolto il 62,58% dei consensi nella nostra provincia”.
In primavera si voterà in diversi comuni il prossimo anno, a cominciare da Tarquinia. FdI punta a riconfermare appoggiandolo, il sindaco Giulivi?
“Sarà una tornata elettorale importante, molto probabilmente in accoppiata con le elezioni europee il 9 giugno prossimo. La competizione di Tarquinia sarà la più politica perché oltre i 15mila abitanti, ci saranno liste con i simboli nazionali. Fdi a Tarquinia è molto forte e ramificata, due assessori in giunta, cinque consiglieri comunali nel gruppo e naturalmente Valentina in regione. Con Giulivi c’è ottimo rapporto ed è proprio dal sindaco che dovremo ripartire, confrontandoci con le sue intenzioni. Vogliamo riconfermare il centrodestra del buon governo a Tarquinia, tanto è stato fatto, molto altro si potrà fare nel futuro”.
Alle Europee, invece, ci possiamo aspettare qualche candidatura pesante dal territorio viterbese?
“Quelle del 9 giugno prossimo sono europee molto importanti, forse le più importanti da quando si vota per il parlamento europeo. La Tuscia meriterebbe una rappresentanza a Bruxelles, penso che se il rappresentante fosse del centrodestra sarebbe anche in linea con i livelli governativi nazionale e regionale. Certo che se FdI riuscisse a formulare una candidatura viterbese in lista, per noi sarebbe un grande onore, uno stimolo unico e molto probabilmente solo in FdI un candidato avrebbe possibilità di rappresentare il nostro territorio a Bruxelles”.
Di recente il congresso di Fratelli d’Italia ha confermato responsabile provinciale Massimo Giampieri, qual è lo stato di salute di Fratelli d’Italia nella Tuscia?
“Massimo ha strameritato la riconferma per il lavoro infinito e costante svolto sul territorio. Fdi ha circoli attivi in quasi tutti i 60 comuni della provincia, decine di eletti, sindaci, assessori e tantissimi consiglieri comunali. Un tesseramento che dalla nascita del partito è stato sempre in crescita, quest’anno si supererà quota duemila iscritto. Mai accontentarsi, vanno amalgamati i gruppi locali, trovate le sintesi con gli altri partiti della coalizione e con i tantissimi civici che guardano sempre con più interesse a Fdi e a Giorgia Meloni”.
Cosa si sente di augurare ai viterbesi per il 2024?
“Quello che auguro alle persone care che ho vicino ogni giorno, prima di tutto la serenità e la riconquista della pace a livello internazionale. Che sia un 2024 di impegno, lavoro ma anche di soddisfazioni, il nostro è un territorio splendido ma anche sconosciuto e in alcuni casi fragile, va fatto conoscere e deve essere difeso e tutelato”.
Giuseppe Ferlicca
