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Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – A te, che l’altra sera (6 gennaio) sfrecciavi a tutta velocità su strada Pian del Cerro a Bagnaia, vorremmo dire che quello che hai investito non era “solo un gatto”. Si chiamava Pepita ed era una gatta giovane, amata, seguita e curata.
Ti vorremmo dire che la vita ha un valore universale, che anche lei, forse come te che avevi tanta fretta, aveva qualcuno da cui tornare.
Vorremmo dirti che un incidente può succedere e che la tua colpa è iniziata quando hai deciso di non fermarti, di non preoccuparti del fatto che lei fosse ferita o meno, forse perché hai ritenuto che i tuoi impegni fossero più importanti della vita di Pepita.
Cosa stai insegnando ai tuoi figli, se ne hai?
Fermati un attimo, fermiamoci tutti. Dove stiamo correndo, perdendo di vista ciò che realmente conta?
Rispettiamo la vita, in tutte le sue forme, a partire da quelle più piccole e pure.
Ritroviamo la nostra umanità in senso buono, non quella che ci porta superbamente a ritenerci creature superiori.
Partiamo dai piccolo gesti, dal preoccuparci del fatto che le nostre azioni possano avere delle conseguenze negative sull’altro.
La prossima volta che passi su quella strada ricorda gli occhi di Pepita, rallenta.
Rallentiamo tutti.
Che la terra ti sia lieve, piccola Pepita dallo sguardo buffo.
Noi non ti dimenticheremo.
Associazione Amici animali odv
