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“Pnrr: su sessanta controlli, in dieci casi abbiamo scoperto irregolarità”

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Viterbo – “Pnrr: su sessanta controlli, in dieci casi abbiamo scoperto irregolarità. Continueremo a vigilare e a fare prevenzione”. Il comandante provinciale della guardia di finanza, Carlo Pasquali, fa un bilancio del 2023 nella Tuscia tra controlli su Pnrr, frodi fiscali, evasione, reddito di cittadinanza e truffe sui carburanti.


Comandante Carlo Pasquali

Carlo Pasquali


Un lavoro, nell’ultimo anno, impostato soprattutto sulla prevenzione.

Da un anno e mezzo comandante provinciale della guardia di finanza, come si è trovato nella Tuscia e come sta andando il lavoro?
“Sta andando bene. È una realtà molto dinamica dal punto di vista economico. Ci sono fenomeni che bisogna attenzionare, come quello delle frodi che possono compromettere l’economia di un’area non propriamente a vocazione industriale. In particolare la mancata esecuzione dei lavori che tendono a valorizzare la zona. Adesso con il Pnrr c’è un forte impulso a fare opere. Se queste opere, poi, non vengono realizzate, abbiamo delle criticità sul territorio perché lo sviluppo viene bloccato: sia quello turistico che quello economico. La guardia di finanza controlla che le opere siano portate a compimento e che i soldi pubblici non vengano spesi in maniera non corretta. A noi interessa che la realizzazione di un’opera vada avanti e che ci siano i relativi pagamenti per non causare lo spreco di denaro pubblico”.

E come sta andando nella Tuscia?
“Qui, ma anche a carattere nazionale, è stato dato un indirizzo soprattutto di carattere preventivo, cioè intervenire quando le opere iniziano, non alla fine. Perché quando si interviene alla fine, si svolge attività repressiva, si denunciano persone ma poi l’opera rimane così. In questo ambito abbiamo già fatto nel 2023 circa 60 controlli sul Pnrr, sia di appalti pubblici che di contributi privati. Di questi, già una decina si sono rivelati irregolari. Questo significa che l’opera non è andata avanti perché lo stesso privato, ad esempio, si è reso conto che non poteva rispettare gli adempimenti che gli venivano richiesti e quindi ha rinunciato. Così facendo quei fondi si sono liberati a favore di persone che magari non erano in lista”.


Viterbo - Guardia di finanza

Viterbo – Guardia di finanza


Quest’anno, proprio in tema di Pnrr, avete stretto diversi accordi…
“Abbiamo deciso di fare partecipare lo stesso ente pubblico con l’obiettivo di realizzare progetti e farli eseguire. Questa collaborazione – che c’è stata con il comune di Viterbo, il comune di Tarquinia e la Asl – nasce dalla volontà di questi enti di fare qualcosa di condiviso. Quindi abbiamo possibilità di controllare i documenti, controllare il cantiere o andare a verificare. E se individuiamo infiltrazioni della criminalità organizzata, ci rivolgiamo subito alla prefettura per fronteggiarle. È ovvio che quanti più soldi vengono spesi sul territorio, quanto più la questione diventa appetibile. Abbiamo preso questi accordi con i comuni più importanti. Poi c’è la provincia che fa da capofila anche con gli altri comuni”. 

Perché vengono stipulati questi accordi?
“Per favorire l’interscambio di informazioni. L’informazione oggigiorno è l’elemento cruciale. Lo scambio di informazioni ci permette sin da subito di verificare quello che sta andando bene e quello che sta andando male. A quel punto si interviene, ma cerchiamo di farlo in maniera sempre più mirata. E, ad esempio, sul fronte dei bonus edilizi permangono i residui delle frodi iniziali: sono state erogate tantissime risorse e, con un controllo che inizialmente non è stato adeguato a causa di diverse criticità, le frodi sono state elevate. Come guardia di finanza dobbiamo agire in questo senso, ovvero andare a bloccare quei crediti ancora presenti in questi cassetti fiscali. Crediti, ovviamente, non dovuti perché magari il lavoro non è stato fatto o è risultato fittizio o altro. Quindi è stato un anno in cui la guardia di finanza ha dovuto agire soprattutto per fronteggiare le frodi. Anche perché molti crediti d’imposta sono stati finanziati con risorse comunitarie. Le imposte e le tasse vengono pagati quando l’economia è fiorente, più si vende più si produce reddito, più si vendono beni e più si riscuote l’Iva e in un periodo di sviluppo è questo soprattutto che la finanza va a verificare. Abbiamo lavorato moltissimo sui controlli di queste risorse erogate sia a livello comunitario che a livello nazionale. Un lavoro repressivo ma anche preventivo”.

Com’è andata sul fronte reddito di cittadinanza?
“Parlando del reddito di cittadinanza ci sono stati 126 controlli e di questi 120 sono risultati irregolari. Questi 126 controlli erano mirati, erano già stati individuati secondo delle caratteristiche di rischio. Queste misure assistenziali vengono erogate soprattutto dall’Inps che ha un ramo che si occupa di queste erogazioni assistenziali e un ramo destinato alla previdenza. Le previdenze sono fortemente in difficoltà perché i contributi dei lavoratori che vanno ad alimentare l’Inps non servono solo alle proprie pensioni ma anche alle misure assistenziali. Ma quando questa assistenza viene frodata perché viene data a persone che non ne hanno diritto, si sottraggono risorse anche ai ragazzi che da quelle risorse si aspettano la loro futura pensione. Ecco perché è un problema molto critico, andiamo a compromettere il futuro dei giovani”. 

E per quanto riguarda l’evasione fiscale?
“Ci sono stati casi di evasori totali nel 2023, persone completamente sconosciute al fisco. E poi c’è la questione della tax gap, ovvero la differenza tra quello che una persona dovrebbe versare e quello che effettivamente viene riscosso. Con la nostra attività si cerca di ridurre questo differenziale. Anche il Pnrr ha l’obiettivo di ridurre questo differenziale negli anni. Quindi svolgiamo un’azione repressiva ma anche e soprattutto preventiva per fare in modo che il contribuente vada a versare le imposte spontaneamente. E fare così in modo che l’evasione vanga ridotta a qualcosa di fisiologico perché un tax gap pari a zero non esiste, c’è sempre un qualcuno che paga meno. Ma si può almeno riportarlo a un livello accettabile”.


Guardia di finanza e Adm - Controlli a carburanti

Guardia di finanza e Adm – Controlli a carburanti


Altre criticità?
“Un altro settore con forti criticità è quello dei carburanti. Prima è arrivata la problematica dei prezzi -sembrava ci fosse un ricarico eccessivo – poi le quantità erogate. Ora c’è un’altra emergenza: il controllo della qualità sul prodotto erogato. Un caso si è verificato a Roma: la guardia di finanza ha trovato un deposito di carburanti clandestino dove venivano miscelati gli idrocarburi. All’idrocarburo si mescolavano sostanze come oli esausti, etanolo o altro e poi veniva venduto come carburante. I controlli sono avvenuti anche in collaborazione con l’agenzia delle dogane con i loro laboratori chimici. Poi va anche controllato che la concorrenza del prezzo sia data da una vera capacità imprenditoriale e non da una frode, ovvero che non venga erogata una quantità inferiore di prodotto. Andiamo a verificare l’esatta quantità che il distributore evidenzia, se il prodotto erogato rispetta tutte le norme relative a infiammabilità, purezza eccetera. Infine il prezzo. Ma oggi sul prezzo, dopo l’impatto iniziale, non ci sono criticità”.

Globalmente questo anno è stato positivo?
“È stato un anno assolutamente proficuo, soprattutto perché, come dicevo, ci siamo indirizzati di più sulla prevenzione aumentando il livello dei controlli. Nell’ottica di non arrivare alla frode quando ormai è tutto compiuto perché poi recuperare le risorse già erogate diventa difficile. Quindi molto positivo per questa nuova formulazione. Una visione che continuerà fortemente nel 2024: sulla prevenzione e sul controllo del Pnrr”.

Cosa si aspetta e si augura per il nuovo anno?
“Mi aspetto che i lavori del Pnrr vadano avanti. Dopo una fase di progettazione vorremmo andare a fare i controlli di cantiere sulle opere che stanno procedendo cercando di aiutare gli enti che hanno appaltato questi cantieri in maniera tale da fornire collaborazione perché anche per noi c’è l’interesse di portare avanti queste opere con la maggiore regolarità possibile. Quindi non solo reprimere, ma vedere che una determinata opera va avanti e che noi abbiamo contribuito alla regolarità dell’esecuzione. Il resto del lavoro di lotta all’evasione continua normalmente. Ma è in questo settore del Pnrr ciò che mi aspetto di più”.

Elisa Cappelli


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