Viterbo – “Restaurata l’epigrafe che ricorda la consacrazione della chiesa di San Marco in piazza Giuseppe Verdi”. Claudia Testa in rappresentanza dei 5 club service che se ne sono occupati: Inner Wheel, Panathon International, Rotary International, Nimpha, Lions International. Il tutto con il patrocinio del comune di Viterbo.
Viterbo – Il pannello con il testo dell’epigrafe
Oggi pomeriggio, di fronte alla chiesa del XII secolo, la presentazione del lavoro realizzato dalla restauratrice Miriam Russo.
Viterbo – La restauratrice Miriam Russo
Accanto alla chiesa, anche un pannello con il testo dell’epigrafe in latino, italiano e inglese.
“I club service – ha detto il vice sindaco Alfonso Antoniozzi, presente all’incontro – stanno facendo il restauro di angoli della città che ci aiutano a ricostruire il collagch della storia”.
Assieme ad Antoniozzi e ai rappresentanti dei club service, il vescovo di Viterbo Orazio Francesco Piazza.
Viterbo – La presentazione del lavoro di restauro
“Un lavoro – ha sottolineato Piazza – che contribuisce a far diventare la memoria genetica e conservativa. Un lavoro che permette di riconoscere il bene culturale nella sua datazione, così come quello che ha prodotto nel tempo. Un dialogo vivente con tutti coloro che passano e passeranno qui davanti. A Viterbo la storia si respira ed è una storia densa. E questo il restauro dell’epigrafe è un segno molto bello. E nel benedire ciò che oggi presentiamo, benedico anche le persone che passeranno da qui”.
Viterbo – Claudia Testa
“Si è trattato di un intervento di messa in sicurezza e di pulitura dei frammenti – ha spiegato Miriam Russo -. Dopodichè, il tutto è stato consolidato”.
Viterbo – Restaurata l’epigrafe della chiesa di San Marco
Il testo dell’epigrafe: “Nel nome del Signore, amen. Questa chiesa fu consacrata nell’anno 1198 dal santissimo signore lnnocenzo papa III, il primo giorno di dicembre. Officiarono con lui quindici cardinali ed il papa in persona stabilì I’indulgenza a detta chiesa per tre occasioni dell’anno, e cioè nella riferita Consacrazione, nel giorno dedicato a San Benedetto abate e nel giorno consacrato a san Marco Evangelista, titolare della chiesa, e nell’ottavo giorno immediatamente seguente le festività stesse: cento anni e ancora quaranta, e ognuno dei cardinali un anno e quaranta giorni, secondo la volontà e l’intenzione del sommo Pontefice, che formano un totale di venti anni e venti volte quaranta giorni nei singoli giorni dell’ottava delle stesse festività. Quest’opera fu portata a compimento al tempo del venerabile padre Rollando, abate di san Salvatore del Monte Amiata, e della prepositura di ser Giacomo di Nicola Mosti di Viterbo”.
Daniele Camilli




