I controlli dei carabinieri di Montefiascone
Montefiascone – Nei giorni scorsi, i carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia carabinieri di Montefiascone, hanno denunciato a piede libero un uomo per furto di un portafoglio. I fatti si sono svolti nel bar di una stazione di servizio sulla Commenda nel territorio del comune falisco.
“All’interno dell’esercizio c’era un artigiano, cliente del locale, intento a consumare una bevanda – fanno sapere i carabinieri –. La sua attenzione era rivolta ad alcuni tecnici dediti alle riparazioni di alcune slot machine presenti nel locale. Durante questa breve distrazione il cliente, 54 enne, aveva poggiato il proprio portafogli sul bancone. In quel breve frangente, un giovane, senza farsi vedere, lo sottraeva ed usciva repentinamente dal locale per dirigersi alla propria autovettura e abbandonare in tutta fretta l’area di servizio.
Nell’uscire frettolosamente incrociava una pattuglia dei carabinieri dell’aliquota radiomobile della compagnia dei carabinieri di Montefiascone giunta sul posto per i routinari controlli del territorio. I militari, una volta all’interno, venivano avvicinati dall’uomo derubato che, resosi subito conto li avvisava dell’ammanco e forniva la descrizione dell’uomo forse responsabile.
L’equipaggio si metteva allora subito alla ricerca del soggetto, individuato proprio nel guidatore di quell’auto che avevano incrociato all’ingresso dell’area di servizio. Dopo un breve inseguimento i militari fermavano l’autore del furto, e con stupore, scoprivano trattarsi di un 38enne incensurato, tra l’altro professionista nel settore sanitario psichiatrico. La persona, come unica giustificazione replicava di aver commesso una sciocchezza“.
L’uomo, considerata l’assenza di precedenti di polizia, è stato denunciato a piede libero.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
