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Sabino Cassese: “Il potere sovrano non esiste più…”

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Viterbo – “Il potere sovrano non esiste più”.  A dirlo è Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale e professore emerito della scuola Normale di Pisa, oggi all’aula magna dell’università degli studi della Tuscia (Unitus), complesso di Santa Maria in gradi per presentare il libro Le strutture del potere, editori Laterza.


Sabino Cassese

Sabino Cassese


“Il potere oggi si articola in maniera diversa – ha spiegato Cassese -. La sovranità non è più illimitata. E se una sovranità non è illimitata non può essere più considerata sovranità. Il potere non è più potere comando, ma potere influenza”.

Un evento, quello di oggi, organizzato dall’associazione Compagnia del Teatro Caffeina in collaborazione con l’università della Tuscia.


Stefano Ubertini

Stefano Ubertini


Assieme a Cassese ci sono anche il rettore dell’Unitus Stefano Ubertini, l’avvocato Giacomo Barelli della Compagnia del Teatro, il giornalista Giorgio Renzetti e il docente Alessandro Sterpa. Ad intervenire anche il costituzionalista Aldo Carosi.

L’iniziativa ha avuto inoltre il patrocinio dell’Ordine degli avvocati di Viterbo, con accreditamento dei partecipanti valido per la formazione.


Aldo Carosi

Aldo Carosi


“Noi abbiamo un ruolo importante che spesso dimentichiamo – ha sottolineato Ubertini -, formare i formatori. E qui ci sono tanti docenti formati da Cassese”.

“Quello che mi lega a Sabino – ha commentato Carosi – è l’amore per la storia e per il passato. Noi abbiamo abbracciato il metodo scientifico di indagine. Sabino poi all’Unitus c’è sempre stato, contribuendo a tirarla fuori dal pantano quando ancora era libera università”.


Giacomo Barelli

Giacomo Barelli


“Abbiamo iniziato il 2024 – ha proseguito Barelli – invitando uno dei più importanti giuristi della scena italiana. Il nostro obiettivo è organizzare appuntamenti di qualità con figure di questo calibro, anche in collaborazione con l’università che è il luogo di formazione per eccellenza della classe dirigente del futuro”.

“Abbiamo qui – ha precisato infine Sterpa – uno dei giuristi più influenti della storia repubblicana italiana”.


Alessandro Sterpa

Alessandro Sterpa


Nell’aula magna ci sono anche il prefetto Gennaro Capo, il presidente del tribunale di Viterbo Francesco Oddi, il comandante della guardia di finanza Carlo pasquali, la presidente della Compagnia del teatro Dominga Martines e i rappresentanti di tutte le forze dell’ordine e delle forze armate.

“La separazione dei poteri – ha detto Cassese – è un modo per limitare il potere nelle mani di una sola persona. E il potere è dominio che stabilisce un rapporto di soggezione. La costituzione di un paese, a sua volta, è in funzione della separazione dei poteri”.


Viterbo - La presentazione del libro di Sabino Cassese

Viterbo – La presentazione del libro di Sabino Cassese


“Il potere è innanzitutto una relazione sociale – ha continuato il giudice emerito della Corte costituzionale -. Qualcuno che ha un’influenza su qualcun altro. Questa è la sostanza del potere. E lo stato ha l’ultima parola, colui che non riconosce un potere superiore”.

Tuttavia, per Cassese, struttura e funzione del potere sono profondamente cambiati.


Viterbo - La presentazione del libro di Sabino Cassese

Viterbo – La presentazione del libro di Sabino Cassese


Per quanto riguarda la prima, “il potere comando non è più l’esclusivo modo di esercizio del potere. Il concetto di egemonia di Antonio Gramsci modifica l’idea di relazione sociale del potere perché quest’ultimo non si esercita più con il comando ma con l’influenza, una guida piuttosto che un ordine. Un’altra funzione del potere è inoltre la conoscenza. Ha un potere chi ha una conoscenza esclusiva che altri non hanno. Una conoscenza che non viene spartita con nessun altro”.

Sabino Cassese analizza così i poteri visibili e invisibili che governano il paese. E lo fa da protagonista della vita pubblica italiana.


Viterbo - La presentazione del libro di Sabino Cassese

Viterbo – La presentazione del libro di Sabino Cassese


“Oggi quel potere che si configurava come un dominio – evidenzia Cassese – oggi si presenta anche come influenza, guida, egemonia e conoscenza. Quindi l’esercizio del potere diventa più complesso”.
La seconda trasformazione del potere riguarda infine la sua struttura. “La struttura che il potere esercitava fino ad oggi – ricorda Cassese – vedeva nello stato il potere di ultima istanza. Questo potere attualmente lo stato lo deve invece condividere. Basta pensare ai suoi poteri durante la pandemia quando li ha condivisi con le regioni articolate a loro volta in Asl. Una rete”.

“Invece di una piramide di potere – ha concluso infine Sabino Cassese – assistiamo alla presenza di una rete, qualcosa che si espande in orizzontale senza avere più una caratteristica verticale. E questo avviene all’interno e all’esterno dello stato”.

Daniele Camilli


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