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Parte dalla Palanzana lo “scisma” contro papa Bergoglio

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Viterbo - Facciata dell'eremo sulla Palanzana

Viterbo – Facciata dell’eremo sulla Palanzana

Monsignor Carlo Maria Viganò

Monsignor Carlo Maria Viganò

Viterbo – “Salveremo la Chiesa dall’eresia modernista”. È il grido che parte dal monastero che sorge alle pendici del monte Palanzana a Viterbo. 

A riportare di quella che viene definita “una guerra civile nella chiesa cattolica” è il quotidiano Repubblica che parla della comunità in cima all’eremo dove “si lavora alacremente allo scisma da papa Francesco”.

“L’obiettivo – si legge nell’articolo – è costruire una cittadella tradizionalista. Il Collegium Traditionis – questo il nome – sarà “una struttura di vita clericale in comune da destinare a chierici e religiosi fatti oggetto delle epurazioni bergogliane”. La convinzione è che oggi chi segue la messa in latino e la tradizione con la “t” maiuscola “viene ostracizzato, deriso, diffamato, perseguitato e soprattutto privato del Ministero, di una dimora e dei mezzi di sostentamento”. Gli va dunque dato rifugio”.

Si legge ancora che “il fondatore è monsignor Carlo Maria Viganò” che “dopo aver scalato i gradini della carriera vaticana, questo ex nunzio apostolico negli Stati Uniti si è messo a cannoneggiare papa Francesco con posizioni via via più radicali. Dapprima lo ha accusato di avere insabbiato le denunce di abusi sessuali contro il cardinale Theodore McCarrick (in realtà Bergoglio lo ha prima espulso dal collegio cardinalizio e poi “spretato”), poi ha allargato il campo delle critiche. Trumpiano entusiasta, simpatizzante putiniano, convinto no-vax, Viganò, alla macchia da anni, si scaglia ormai contro il concilio Vaticano II, il sinodo, il “Great Reset”, i complotti globalisti della finanza internazionale, la Nato e l’Oms, George Soros e Bill Gates”.

Secondo quanto riportato, tutto sarebbe scaturito “quando Bergoglio ha deciso di benedire le coppie gay” e “l’arcivescovo si è scatenato contro “i servi di Satana ad iniziare dall’usurpatore che siede sul soglio di Pietro”.

Quindi, “Viganò ha da tempo imboccato la strada dello scisma di destra. E ora fonda un rifugio per i sacerdoti e i religiosi perseguitati”. Progetto di ristrutturazione del valore di “1,5 milioni. Ad agosto e settembre è stato un gran via vai di camion da un ingresso laterale – si legge nell’articolo -, ora tutto tace. La ristrutturazione, però, sarebbe di là dall’essere conclusa e il fundraising continua. Non sarà facile portare l’acqua lassù. Prima di lanciare la sfida al Papa, prima di accogliere sedevacantisti e criptolefebvriani, prima di difendere le sempiterne tradizioni celesti, i ribelli di Viganò dovranno affrontare problemi ben più terra terra”.


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