Pasquale Gaeta e Virginia Adamo
Acquapendente – Seguaci maltrattate e violentate, pronta a testimoniare la seguace scappata da Acquapendente. Riprenderà fra pochi giorni il primo processo in Italia sulla pericolosità dei fenomeni settari, quaranta anni dopo l’abolizione del reato di plagio.
Sarà sentita nel corso dell’udienza straordinaria del 23 gennaio una delle vittime di Pasquale Gaeta, 66 anni, fondatore della comunità Qneud (Questa non è una democrazia) di Acquapendente, denunciato da una madre di una giovane oggi quasi trentenne, rinviato a giudizio il 14 aprile 2021 con le pesanti accuse di violenza sessuale e maltrattamenti ai danni di due discepole e di esercizio abusivo della professione di psicologo.
In programma un’udienza fiume, da mattino a sera, nel corso della quale dovrebbe testimoniare anche il giovane acquesiano che ha frequentato per un periodo la figlia di Virginia Melissa Adamo, per il quale è stato disposto l’accompagnamento coattivo da parte dei carabinieri.
Cresce nel frattempo l’attesa per la testimonianza dell’altra vittima che, salvo imprevisti, dovrebbe essere ascoltata nel primo pomeriggio. Si tratta di una trentenne che sarebbe letteralmente scappata da Acquapendente quando ha intuito che la situazione le stava sfuggendo di mano, per poi costituirsi parte civile al processo con l’avvocato Claudio Benenati dl foro di Bologna.
Per l’ordine degli psicologi del Lazio c’è l’avvocato di parte civile Antonino Galletti. Titolare del fascicolo è la pm Paola Conti. L’imputato sessantenne d’origine napoletana, noto ai seguaci come maestro Lino, è difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia. Virginia Melissa Adamo, la madre coraggio che ha denunciato come la figlia fosse secondo lei vittima di fenomeni settari, è difesa dall’avvocato Vincenzo Dionisi.
È nell’Alta Tuscia che Pasquale Gaeta – conosciuto dalla figlia di Virginia Melissa Adamo a Bologna tramite dei laboratori teatrali cui la giovane studentessa universitaria si era iscritta – sedicente psicologo, nel 2017 avrebbe cominciato a radunare giovani con l’intento di fondare una comunità dal nome Qneud.
Il sostituto procuratore Paola Conti
I primi incontri, propedeutici, sarebbero avvenuti in un casale di campagna a Roma. A fianco dell’imputato, difeso dall’avvocato Domenico Gorziglia, la moglie, non indagata. La coppia vivrebbe tuttora nell’appartamento della palazzina nell’immediata periferia di Acquapendente dove sarebbero avvenuti gli abusi.
L’ultima udienza utile si è tenuta il 19 ottobre 2022, quando è stata sentita una coppia di Acquapendente, marito e moglie, che per paura di venire accostati a Gaeta e al “giro delle sette sataniche” hanno chiesto di testimoniare a porte chiuse.
Sempre il 19 ottobre 2022 avrebbe dovuto essere sentito uno dei testimoni chiave dell’accusa, il giovane di Acquapendente frequentato dalla figlia oggi 29enne di Melissa Virginia Asamo nell’estate 2018, motivo per cui sarebbe stata picchiata dal santone.
Lo stesso giovane che con un messaggio avrebbe avvisato la madre che secondo lui la figlia era finita in un brutto giro.
Ad altri testimoni, già ascoltati in aula, la ragazza avrebbe detto di avere interrotto la relazione perché quel flirt era stato un errore e lei doveva proseguire nel suo percorso di elevazione e purificazione che prevedeva anche di fare sesso “verticale” con Gaeta.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

