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“Shoah, sono stati i viterbesi a fare i nomi degli ebrei da mandare nei campi di sterminio”

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Viterbo – “Sono stati i viterbesi a fare i nomi degli ebrei da mandare nei campi di concentramento e sterminio”. Così il presidente dell’Anpi Viterbo, l’associazione nazionale partigiani d’Italia, Enrico Mezzetti, alle celebrazioni per la Giornata della memoria in via della Verità a Viterbo.

Enrico Mezzetti

Enrico Mezzetti


Al numero 19, dove alla fine del 1943 vennero deportati Emanuele Vittorio Anticoli, Angelo Di Porto e Letizia Anticoli, una famiglia ebrea che trovò la morte nei campi di concentramento di Auschwitz e Mauthausen nel 1944. Nel gennaio 2015 furono collocate tre pietre d’inciampo davanti al portone d’ingresso dell’abitazione, in loro memoria.



Sullo stesso palazzo c’è anche un’epigrafe che li ricorda, collocata lì nel 2001. “Troppo in alto, al punto che non si riesce a leggere – ha fatto notare Mezzetti per l’ennesima volta -. L’anno scorso la sindaca Chiara Frontini ci aveva detto che l’avrebbe fatta spostare ad altezza d’uomo, ma sta ancora lì dov’è. Ribadiamo la richiesta di spostarla in basso e, fra l’altro, i condomini del palazzo sono d’accordo”.

Viterbo - Celebrazioni Giornata della memoria - Le pietre d'inciampo

Viterbo – Celebrazioni Giornata della memoria – Le pietre d’inciampo


Ad organizzare l’iniziativa in ricordo della Shoah, lo sterminio di 6 milioni di ebrei e 12 milioni di persone in tutto, studentesse e studenti dell’istituto comprensivo Fantappie della dirigente scolastica Valeria Monacelli. Con musiche e letture per tenere viva la memoria.

“Erano italiani quelli che denunciarono gli ebrei e li mandarono nei campi di concentramento e sterminio a morire – ha ribadito Mezzetti -. Erano viterbesi. È dal corpo della nostra società che è nato quanto accaduto ed è dal corpo della nostra società che può ritornare. Un virus che esiste e che circola ancora tra di noi”.

Viterbo - Celebrazioni Giornata della memoria

Viterbo – Celebrazioni Giornata della memoria


Assieme a Mezzetti e alle ragazze e ragazzi della Fantappié, ci sono anche il presidente della provincia Alessandro Romoli, il vice sindaco di Viterbo Alfonso Antoniozzi, la sindaca del consiglio comunale delle bambine e dei bambini, Chiara Giorgi, il prefetto Gennaro Capo, il questore Fausto Vinci, i comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza, rispettivamente Massimo Friano e Carlo Pasquali, il comandante della polizia locale Mauro Vinciotti, il vicario per la cultura della diocesi don Massimiliano Balsi, i consiglieri comunali Alessandra Purchiaroni, Giancarlo Martinengo, Francesca Sanna, Rosanna Giliberto e Alessandra Croci, lo storico Luca Bruzziches e il presidente dell’Altro Circolo Giancarlo Mazza ed Elisa Bianchini dei Cobas e le associazioni combattentistiche e d’arma.

Alessandro Romoli

Alessandro Romoli


“Con il nostro intervento – ha sottolineato Monacelli – vogliamo porre l’attenzione sulla fragilità dell’infanzia e dell’adolescenza di fronte alla guerra, a difesa di chi subisce le tragedie senza poter scegliere altro. Una giornata della memoria vista dal punto di vista dei bambini”.

“Essere qui per noi è importantissimo – ha aggiunto Emanuela Menghini, docente della Fantappie -. Una Giornata diventata un momento di condivisione perché vede i nostri alunni protagonisti attivi del ricordo della Shoah. È importante inciampare sul passato per fermare la memoria. Soltanto con la memoria del passato si potrà costruire un futuro di pace e condivisione”.

“Sono stati 10 gli ebrei deportati nei campi di concentramento e sterminio – ha ricordato Bruzziches -. Soltanto una persona fece ritorno, Letizia Di Veroli. Un evento, quello di oggi, che parla alla coscienza dell’Europa dove sembra impossibile che si sia generata la tragedia della Shoah”.

Viterbo - Celebrazioni Giornata della memoria

Viterbo – Celebrazioni Giornata della memoria 


“La giornata della memoria – ha continuato Antoniozzi – è la giornata della responsabilità. Non siamo responsabili di quello che è successo prima ma di quello che potrà succedere dopo. Qui ci impegniamo ad essere coloro che impediscono ogni forma di odio e di discriminazione”.

“Un ringraziamento sincero – ha commentato Capo -, va ai professori che aiutano ragazze e ragazzi a crescere e a conoscere la storia del nostro paese. Per trarre un messaggio forte da quanto è successo”.

“Siamo qui – ha precisato Giorgi – non solo per ricordare, ma per noi stessi perché quello che un giorno è accaduto agli altri potrebbe un giorno accadere anche a noi”.

Gennaro Capo

Gennaro Capo


“Attualizzare quello che è successo – ha spiegato Romoli – è di fondamentale importanza. Perché quello che è successo, è successo qui in via della Verità e in altri paesi della Tuscia. Essere qui oggi significa dire no alla violenza”.

Infine don Massimiliano Balsi. “I ragazzi sono il cuore di questa città, coloro che ci possono salvaguardare dal male e da quanto accaduto, che grida ancora nelle nostre coscienze. Ma il problema grave non sta nel male, ma nel voltare la faccia, perché è così che il male cresce”.

Daniele Camilli


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