Viterbo – “Lottiamo per i precari, i diritti dei lavoratori e la qualità della scuola. Il sindacato che dirigo è e resterà un presidio di professionalità utile per tutto il territorio”. Silvia Somigli, segretario generale Uil scuola, fa il punto.
Silvia Somigli col segretario generale Uil scuola Giuseppe D’Aprile
Segretario Somigli, i problemi della scuola sono sempre tanti. Ogni anno, il sistema cambia e non c’è una stabilità. Da dove vuole partire?
“È vero – dice Somigli – è difficile avere certezze. Le questioni aperte sono tante, per esempio l’autonomia differenziata: qualunque ipotesi di regionalizzazione produrrebbe una disgregazione del sistema nazionale, con la creazione di tanti sistemi educativi di istruzione e formazione, quante saranno le regioni che dovessero chiedere maggiore autonomia. Ciò rappresenterebbe la fine dell’obiettivo, tuttora incompiuto, di garantire pari trattamento ad ogni studente e alunno del paese nell’esercizio del diritto all’istruzione.
La frammentazione del sistema scolastico in 21 sistemi di istruzione diversi, con programmi decisi autonomamente dalle Regioni e sottoposti alle diverse linee di indirizzo politico di chi governa pro-tempore, comprometterebbe irrimediabilmente la libertà di insegnamento sancita dalla Costituzione, oltre che il valore legale del titolo di studio. Rappresenta dunque, un pericolo per l’unità stessa del paese”.
C’è poi l’annosa questione dei precari, qual è la situazione per l’anno scolastico in corso?
“Secondo i dati del Mim, questo anno avrà 135mila 138 insegnanti supplenti (40.561 annuali e 94.577 fino al termine delle lezioni). Sono 14mila 142 le supplenze “cuscinetto”, per adeguare l’organico alla situazione di fatto secondo le serie storiche (praticamente ineludibili) e 70.435 i posti di sostegno in deroga da coprire con supplenze fino al termine della attività didattiche (30 giugno). A questi dati, le proiezioni ministeriali aggiungono 30mila supplenti per effetto dell’aumento dei posti in deroga di sostegno in corso di anno scolastico. A dicembre, abbiamo avuto oltre 100mila insegnanti supplenti su sostegno.
La stima di 200mila precari che avevamo fatto è dunque corretta e pone un problema urgente: va aperto il numero dei corsi universitari abilitanti sul sostegno, va autorizzato il contingente delle immissioni in ruolo pari al fabbisogno e superata definitivamente la prassi di utilizzare a tempo questi insegnanti. Formazione, professionalità, continuità didattica sono parte di quella qualità che vorremmo dare alla scuola, partendo proprio da chi la scuola la fa, ogni giorno”.
Possiamo snocciolare qualche dato.
“In base alla tabella Uil scuola Rua, i posti vacanti e disponibili sono 81mila 023, i posti autorizzati 50.807 (62,70%), quelli assegnati (contratti a tempo indeterminato + tempo determinato finalizzato al ruolo): 40.462 e i posti rimasti vacanti dopo le assunzioni 40.561. La percentuale tra posti autorizzati ed assunzioni effettuate è al 79,6% e quella tra posti vacanti e disponibili ed assunzioni effettuate è del 50,06%”.
Cosa dire del sistema delle Gps, anche lì non sono mancati problemi…
“Il tribunale di Ivrea, investito nella questione dallo studio legale Naso della Uil scuola, ha accolto il ricorso di un’iscritta Uil Scuola Rua dichiarando “paradossale” il sistema introdotto dal Mim nel conferimento degli incarichi da Gps. Nella sentenza, inoltre, viene sottolineato come la procedura non sia conforme con i canoni di ragionevolezza e di rispetto del principio meritocratico. Un altro aspetto è quello legato alla casualità. Come ricorda il tribunale di Ivrea, l’unico modo per essere sicuri di ottenere un posto è selezionare tutte le sedi disponibili nella provincia, anche se questo equivale a non esprimere alcuna preferenza personale.
Il sistema di assegnazione degli incarichi penalizza inoltre i candidati che hanno punteggi più alti. Questi candidati, fidandosi della loro alta posizione in graduatoria, potrebbero scegliere un numero limitato di sedi desiderate. Tuttavia, se queste sedi non sono disponibili quando è il loro turno di essere nominati, vengono esclusi dalla procedura”.
Silvia Somigli con Giancarlo Turi, segretario organizzativo nazionale Uil scuola
Gli edifici scolastici sono sicuri?
“La sicurezza delle scuole deve essere una priorità e non si può continuare a intervenire sulla spinta delle emergenze. Abbiamo dati sconfortanti: la maggior parte degli edifici scolastici risale al periodo 1946-1975. Appena uno su tre è stato costruito dopo il 1980. Negli ultimi quarant’anni, abbiamo assistito, in tema di edilizia scolastica, solo ad interventi spot con i quali non si va lontano. Inoltre, nello scorso anno scolastico, si sono registrati 45 crolli di istituti di vario ordine e grado.
È la testimonianza che la stagione dei finanziamenti spot deve terminare non sono adatti a risolvere situazioni strutturali che prevedono tempistiche più lunghe, con una progettazione più adeguata e che vadano oltre gli stanziamenti previsti dal Pnrr. Vanno prese decisioni importanti, che debbono superare le contingenze. Serve una visione ampia e misure concertate che riguardano un milione e mezzo di lavoratori e oltre 8 milioni di studenti”.
Come va la situazione del personale Ata?
“Denunciamo la carenza di assunzioni rispetto ai posti vacanti e critichiamo la tendenza a utilizzare la scuola come mezzo per contenere la spesa e limitando le assunzioni dello stesso al semplice turn over. Evidenziamo la necessità di assumere più personale Ata, sempre più oberato di incombenze spesso non appartenenti ai propri obblighi contrattuali. A tal fine, è necessario individuare ulteriori risorse finanziarie per garantire la proroga dei contratti del personale ATA oltre il 31 dicembre, considerando il sovraccarico di lavoro causato anche dalle attività legate al Pnrr”.
Qual è la posizione della Uil in merito alla situazione della filiera tecnologica professionale?
“A nostro avviso, il progetto dovrebbe avere in sé l’esigenza di costruire, in modo prospettico, una programmazione curriculare con solide radici nel territorio che, a parte qualche specificità particolare, dovrebbe radicarsi in funzione delle molteplici potenzialità lavorative proprie di quel determinato territorio al fine di edificare risorse umane che rispondano appunto a quella pluralità di esigenze.
Non vorremmo invece che, in virtù dei finanziamenti privati, l’indirizzo vada solo in un’unica direzione funzionale a quei finanziamenti senza una valutazione del reale impatto in termini di potenzialità di un determinato territorio e, dunque, a detrimento della conseguente capacità di dare riposte adeguate, da parte della filiera tecnologico-professionale, alle varie e diversificate possibilità di utilizzo del know-how giovanile che la stessa filiera dovrebbe produrre per aggredire fattivamente in termini lavorativi un territorio con tutte le sue varie e diversificate possibilità di lavoro. Il rischio inoltre è che cultura di base e costruzione della personalità delle nuove generazioni che si edifica attraverso un tempo che è quello impiegato per studiare e acquisire conoscenze per poi, solo successivamente, volgersi al lavoro, si capovolga in un intento tutto volto alle sole competenze utili al mercato e soprattutto a coloro che finanziano la filiera”.
E la scuola di Alta formazione?
“Un sistema aziendalistico che, attraverso l’istituenda scuola di Alta formazione finanziata con risorse recuperate dai tagli di organico e dalla carta docente, misurerebbe e premierebbe le performance dei propri fedeli funzionari annullando di fatto la libertà di insegnamento con inevitabili ricadute sulla qualità dell’insegnamento che invece deve essere laico e libero. Non si può insegnare ad insegnare e la libertà di insegnamento deve essere salvaguardata”.
Da ottobre, i supplenti non ricevono stipendio.
“É inaccettabile, si fa passare per concessione un diritto costituzionalmente garantito”.
Continua la vostra battaglia sul rinnovo del contratto.
“Le ragioni della nostra posizione, le abbiamo espresse e spiegate nelle varie assemblee che stiamo facendo in tutte le scuole della nostra provincia. In una battuta, un contratto deve migliorare le condizioni di vita di un lavoratore”.
Su cosa di concentrerà la vostra azione?
“Il nostro sindacato viterbese, si è sempre caratterizzato per la forza del noi. Abbiamo, in questo anno, svolto una azione di radicamento ulteriore sul territorio anche mediante la formazione della comunità degli operatori precari e di ruolo. Noi abbiamo l’Irase, che è ente accreditato dal Ministero per la formazione in servizio del personale tutto, che ci consente di esprimere solidarietà all’intera categoria fornendo tutti i strumenti culturali che ne qualificano la professionalità; il mio staff che, in questi anni, ha sempre garantito la presenza, la competenza e la professionalità.
Ringrazio tutto il mio gruppo, che peraltro è in fase di ampliamento con nuove valide leve di giovani, che stiamo coltivando ed avviando ad una buona formazione sindacale, per la costante presenza e disponibilità. La Uil scuola che dirigo è stata in questi anni e resterà, comunque, un presidio di qualità e professionalità utile per tutto il territorio e anche per le istituzioni che lo rappresentano. Ricordo i nostri contatti online e sui social. saremo sempre al fianco dei nostri iscritti”.
Paola Pierdomenico

